La Lombardia si afferma come leader nell'enoturismo al Vinitaly 2026. La regione presenta un export vinicolo in forte crescita e un'offerta turistica integrata, puntando su qualità e nuovi mercati.
Lombardia protagonista a Vinitaly 2026
La Lombardia si prepara a essere protagonista al Vinitaly 2026. La regione si presenterà come un modello di eccellenza nell'enoturismo. L'evento si svolgerà a Verona dal 12 al 15 aprile. La presenza lombarda sarà imponente. Si parla di un padiglione di oltre 3.000 metri quadrati. Ospiterà più di 150 realtà del settore. Saranno presentate oltre mille etichette. L'obiettivo è valorizzare la produzione vinicola e i territori di origine.
L'export vinicolo lombardo ha raggiunto cifre record nel 2025. Il valore si attesta a 331,5 milioni di euro. Questo rappresenta un aumento del 7,1% rispetto all'anno precedente. Questi dati vanno contro la tendenza nazionale. La vendemmia ha prodotto oltre 143 milioni di bottiglie. Si registra un incremento del 16,3% rispetto al 2024. Il padiglione lombardo è concepito come una vetrina completa. Non solo vino, ma anche cultura e capacità produttiva.
Strategia regionale per l'enoturismo
Il presidente della Regione Attilio Fontana ha sottolineato l'importanza strategica di Vinitaly. «Ci consente di presentare al mondo non solo l’eccellenza dei nostri vini, ma anche la qualità dei territori che li producono», ha dichiarato. La visibilità ottenuta dalle Olimpiadi ha aperto nuovi mercati. La Valtellina, ad esempio, ha stabilito relazioni dirette con il mercato americano. L'enoturismo è in forte crescita. Nel triennio 2022-2024 si è registrato un aumento medio annuo del 16% dei visitatori. Il vino si conferma una leva fondamentale per l'economia e la promozione territoriale.
L'assessore all'Agricoltura Alessandro Beduschi ha evidenziato la qualità della produzione. «Oltre il 90,5% delle bottiglie prodotte rientra nelle Denominazioni», ha affermato. Questo dato supera la media nazionale del 74%. La Lombardia punta sulla qualità e sull'organizzazione della filiera. La capacità di sfidare i mercati internazionali è un punto di forza.
Crescita economica e occupazionale del settore
Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia, ha fornito dati incoraggianti. «Nel 2025 il vino in Lombardia è cresciuto del 20%, a fronte di un +8% nazionale», ha spiegato. L'export è aumentato del 7,1%, nonostante le sfide globali. I produttori hanno dimostrato capacità di diversificazione. Nuovi mercati come la Gran Bretagna e la Svizzera sono stati esplorati. Il settore vitivinicolo offre anche opportunità occupazionali. L'occupazione è cresciuta dell' 8,2% negli ultimi anni. Lavorare in una cantina è sempre più attrattivo per le nuove generazioni.
Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere, ha sottolineato l'importanza della presenza lombarda. «Ci sarà un’area dedicata ai buyer internazionali e uno spazio no alcol», ha annunciato. Questo segmento innovativo si affianca ai vini tradizionali. L'assessora al Turismo Debora Massari ha evidenziato come l'enogastronomia sia un motore per le scelte turistiche. «La Lombardia ha una capacità unica: integrare il vino con ospitalità, cultura, paesaggio e artigianato», ha detto. L'obiettivo è trasformare la visibilità in attrattività concreta.
Patrimonio culturale e innovazione
L'assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha collegato la tradizione vinicola al patrimonio identitario. «Il padiglione Lombardia vuole raccontare proprio questo modello di sviluppo», ha affermato. Ascovilo lavora per rafforzare la promozione del comparto. La presidente Giovanna Prandini ha presentato un portale dedicato alle esperienze enogastronomiche. «Il mercato è sempre più complesso e richiede strumenti nuovi», ha sottolineato. È necessaria una revisione del linguaggio e delle strategie di mercato. La valorizzazione del vino lombardo passa anche da un cambio di paradigma.