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Mostra "Be My Voice" a Verona

Una toccante mostra intitolata «Be My Voice» ha portato le strazianti testimonianze del conflitto a Gaza nella Sala Birolli di Verona, il 20 settembre. L'evento, promosso da Verona per la Palestina e Arci Breonico con il supporto della prima Circoscrizione, ha offerto uno spaccato del dramma vissuto dalla popolazione palestinese attraverso opere visive e racconti diretti.

Le opere esposte sono stampe tratte dal diario di un giornalista palestinese, Alhassan Selmi, e dall'illustratrice Marcella Brancaforte. Queste creazioni artistiche danno voce alle esperienze di chi è sopravvissuto alle violenze e alle distruzioni.

Le testimonianze dirette dal campo

Il giornalista Raffaele Oriani ha condiviso il suo contatto con Alhassan Selmi, un giovane collega residente a Gaza. Attraverso le immagini e i racconti di Selmi, è possibile percepire la cruda realtà quotidiana: la fame, le condizioni climatiche estreme, la distruzione causata dai bombardamenti e l'onnipresente minaccia dei droni israeliani.

«Ci riporta la fatica della fame, del freddo d'inverno, del caldo d'estate, la distruzione delle bombe», ha spiegato Oriani, sottolineando l'incertezza costante di chi vive sotto assedio. La sofferenza non è solo fisica, ma anche profondamente psicologica, con un impatto devastante sulle vite dei più piccoli.

Il canto di Sidra e il futuro negato

Particolarmente commovente è stato il canto di Sidra, una bambina palestinese di cinque anni che ora vive a Verona con sua madre, Ola Al Sharif. La sua voce, che esprime dolore e resilienza, ha simboleggiato la sofferenza di tanti bambini palestinesi. Sidra, come molti altri, ha perso compagni di classe e disegna scene di guerra con una maturità straziante.

Ola Al Sharif ha raccontato la difficile fuga da Gaza dopo otto mesi di permanenza nella Striscia a seguito degli eventi del 7 ottobre 2023. Ha descritto la sua opera raffigurante una valigia, simbolo della partenza e della consapevolezza di non poter più tornare. La paura di perdere i contatti con chi è rimasto a Gaza è un'altra ferita aperta.

Un appello alla memoria e alla speranza

Alhassan Selmi, collegato in diretta dalla Striscia, ha lanciato un appello affinché la comunità internazionale non dimentichi Gaza. Ha chiesto di continuare a parlare della situazione, lottando perché la terra palestinese non sia più segnata dal sangue dei bambini, ma diventi un luogo dove ogni credo possa essere liberamente praticato.

La cooperante volontaria Giuditta Barattini, presente a Gaza il 7 ottobre 2023, ha contestualizzato la situazione attuale alla luce della storia del conflitto, citando precedenti operazioni militari israeliane e il loro elevato numero di vittime civili, soprattutto minori. Ha evidenziato la disperazione di chi considera la separazione familiare come unica speranza di sopravvivenza ai bombardamenti.