Una donna di 60 anni è stata liberata dopo essere stata tenuta segregata in una stanza, malnutrita e picchiata dalla nipote 32enne. L'intervento dei servizi sociali ha posto fine a un incubo durato anni.
Rinchiusa in una stanza per giorni
Una donna di 60 anni ha vissuto un vero e proprio incubo. È stata tenuta rinchiusa per oltre 20 giorni in una stanza della sua abitazione. La reclusione è avvenuta in un comune del Basso veronese. La donna condivideva lo spazio con nove gatti e i loro escrementi. L'odore nella stanza era nauseabondo. La sua alimentazione era ridotta a sole due brioche al giorno. Subiva continue percosse dalla nipote 32enne.
Questa storia di violenza e degrado è emersa grazie all'intervento dei Servizi sociali. Hanno allertato le forze dell'ordine: polizia locale, carabinieri e vigili del fuoco. Anche il 118 è intervenuto. La liberazione è stata possibile grazie a una telefonata. La donna è riuscita a contattare il fratello. Ha approfittato di un momento di distrazione della nipote. Quest'ultima aveva lasciato incustodito uno dei suoi cellulari.
La liberazione dopo una lunga trattativa
L'incubo per la donna è terminato il 3 aprile. Era terrorizzata e completamente soggiogata dalla nipote. I soprusi andavano avanti da anni. Quel giorno i vigili urbani hanno bussato alla porta. Sono rimasti quasi un'ora in attesa di qualcuno che aprisse. La 32enne ha intuito la situazione. Si è barricata in casa con la zia. Ha impedito a chiunque di avvicinarsi. Sono arrivati anche i carabinieri e i vigili del fuoco.
È iniziata una lunga trattativa. L'obiettivo era convincere la giovane a far uscire la zia. La sessantenne si era stesa sul letto, spaventata dalle urla della nipote. Dopo alcune ore di tentativi falliti, i pompieri hanno sfondato la porta. Sono riusciti a bloccare la giovane. Appariva in evidente stato di alterazione. La 32enne soffre di disturbi psichici. È stata trasportata in ospedale. È stato disposto un trattamento sanitario obbligatorio firmato dal sindaco.
Il racconto dell'orrore
La scena che si è presentata ai soccorritori era terribile. La stanza era piena di feci di gatti. La sessantenne era sul letto, denutrita e confusa. La donna è stata presa in carico dal fratello, padre della giovane. Ha ricevuto cibo e cure dopo giorni di fame. La nipote è stata denunciata. Le accuse sono sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia.
«Sono dimagrita più di 10 chili», ha raccontato l'ex operaia con gli occhi lucidi. «Mi dava solo un paio di brioche al giorno. Venivo picchiata se provavo a fuggire o a ribellarmi. Ho passato quattro anni da incubo, completamente soggiogata». Negli ultimi giorni, non poteva nemmeno andare in bagno. Era costretta a usare un secchio nella stanza.
Costretta a chiedere l'elemosina
La donna ha rivelato altri particolari agghiaccianti. La nipote cercava continuamente denaro. Per soddisfare i suoi capricci, portava la zia in giro per l'Italia. La obbligava a chiedere la carità per strada. «Ero obbligata a fare la questua», ha rivelato la sessantenne. «Dovevo consegnarle ogni centesimo. Lei lo usava per mangiare fuori, mentre io aspettavo fuori sperando in qualche avanzo». Ha patito fame e freddo per mesi. Ogni tentativo di fuga era punito con insulti e percosse.
Anche il padre della giovane violenta viveva una situazione difficile. Era costretto a stare lontano da casa per le continue richieste di denaro della figlia. Minacciava ulteriori violenze. «Chiediamo che la ragazza non torni più in famiglia», hanno concluso zia e padre. «Temiamo che possa ucciderci». Hanno sporto denuncia ai carabinieri. Sperano che il giudice disponga il ricovero in una struttura protetta.