Don Andrea Ronconi, parroco a Borgo Roma, dedica la sua opera ai giovani, specialmente a quelli in difficoltà. Offre ascolto e progetti concreti per aiutarli a superare errori passati e a reintegrarsi nella società.
Il parroco che ascolta i giovani in difficoltà
Don Andrea Ronconi guida la parrocchia del Gesù Divino Lavoratore a Borgo Roma da nove anni. È noto per il suo impegno verso i giovani del quartiere, in particolare quelli che hanno avuto problemi con la giustizia. Il suo approccio si basa sull'ascolto e sulla comprensione, senza giudicare gli errori commessi.
Molti ragazzi, anche quelli arrestati o affidati a comunità, hanno cercato il suo sostegno. La loro richiesta principale non era legata alla religione, ma al bisogno di avere qualcuno che li ascoltasse veramente. Don Andrea ha sempre dimostrato di non identificare la persona con i suoi sbagli, offrendo un punto di riferimento importante.
Dall'oratorio ai progetti di strada
L'impegno di Don Andrea con i giovani è iniziato poco dopo il suo arrivo a Borgo Roma. Ha notato ragazzi che frequentavano i campetti vicino alla chiesa, creando un legame con loro. Alcuni hanno continuato a frequentare la parrocchia in modo sereno, mentre altri, purtroppo, si sono allontanati e hanno intrapreso strade sbagliate, formando il gruppo noto come QBR.
Quando alcuni di questi giovani sono finiti in carcere o in comunità, le loro famiglie hanno contattato il parroco. Don Andrea ha visitato i ragazzi detenuti e ha mantenuto i contatti. Al loro rilascio, molti hanno chiesto di svolgere lavori di pubblica utilità o messe alla prova presso la parrocchia. Questo ha portato alla creazione di progetti che hanno coinvolto circa 15 ragazzi, con collaborazioni che si sono estese anche a tribunali per i minorenni e assistenti sociali.
Inclusione e rispetto tra diverse fedi
I progetti di Don Andrea hanno accolto ragazzi di diverse provenienze e fedi, inclusi giovani musulmani e ortodossi. Il rapporto è sempre stato improntato al massimo rispetto reciproco. Un episodio significativo è stato durante il Ramadan, quando un ragazzo musulmano ha offerto un tè al parroco, dimostrando un profondo rispetto per le diverse pratiche religiose.
Il parroco sottolinea la mancanza di spazi di aggregazione per i giovani di oggi. Molti, non trovando alternative dopo la scuola, finiscono per stazionare in luoghi come il centro commerciale Adigeo o Parco San Giacomo. Proprio per questo, Don Andrea ha avviato un'iniziativa di educazione di strada all'Adigeo.
Educazione di strada e ascolto attivo
In collaborazione con il direttore del centro commerciale Adigeo e con don Enrico Danese, Don Andrea ha avviato un progetto il sabato pomeriggio. Volontari e operatori si avvicinano ai giovani presenti, offrendo un dialogo e un'opportunità di espressione, magari chiedendo loro di scrivere una frase. Questo lavoro mira a raggiungere ragazzi fragili, spesso disorientati e a volte provocatori, che necessitano di essere ascoltati e salutati da un adulto.
Don Andrea racconta come, a volte, i ragazzi che stazionano nelle piazze chiedano perché chi va in chiesa non li saluta. Lui risponde spesso fornendo loro scope e palette per pulire, e in seguito la gente li saluta. Durante le cene in canonica, chiede ai ragazzi di depositare i cellulari, promuovendo la condivisione e la creazione di un senso di famiglia, un elemento fondamentale per molti di loro.
Il ruolo delle famiglie e il futuro
Le famiglie di questi ragazzi sono spesso disgregate, con genitori che hanno avuto problemi con la giustizia o che faticano a integrarsi nella società. In molti casi, i genitori cercano attivamente l'aiuto del parroco, chiedendo supporto per i propri figli e la possibilità di svolgere lavori di pubblica utilità. Don Andrea sottolinea che, per molti dei ragazzi che hanno intrapreso questo percorso, c'è un forte desiderio di lasciarsi il passato alle spalle e di costruirsi un futuro, spesso trovando un lavoro e desiderando ricominciare.