L'ex base Nato West Star ad Affi, nel Veronese, diventerà un museo dedicato alla Guerra Fredda. Sono stati stanziati 7 milioni di euro per la bonifica e il recupero della struttura. Il progetto mira a creare un polo culturale con un potenziale di 100mila visitatori annui.
Affi destina 7 milioni all'ex base Nato
Un importante stanziamento di 7 milioni di euro è stato ufficialmente destinato all'ex base Nato West Star. Questa somma servirà per la bonifica e il primo recupero della struttura situata ad Affi, in provincia di Verona. L'obiettivo è la sua trasformazione in un museo dedicato alla Guerra Fredda.
Il finanziamento proviene dal Fondo sviluppo e coesione. È stato inserito nella legge di conversione del decreto-legge Pnrr. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è avvenuta il 20 aprile 2026. La delibera Cipess ha reso effettivo l'impegno economico.
L'emendamento che ha introdotto questa risorsa vede come prima firmataria la deputata di FdI, Alessia Ambrosi. Questo risultato è stato annunciato all'interno della Stanza Rossa del bunker antiatomico. L'evento ha segnato un momento significativo per la comunità locale.
Sindaco Sega: "Momento storico per Affi"
Il sindaco di Affi, Marco Sega, ha definito la giornata come «un momento storico per la nostra comunità». Ha sottolineato come il progetto abbia radici profonde. Inizialmente, si è lavorato al riconoscimento del valore monumentale della base.
Successivamente, è stata avviata una collaborazione con l'Università di Firenze. L'intento era quello di costruire un percorso progettuale credibile e solido. Ora, la priorità è utilizzare al meglio le risorse disponibili. L'obiettivo è riaprire la base Nato nel più breve tempo possibile.
Il primo cittadino ha evidenziato la grande responsabilità che grava sull'amministrazione. La gestione efficace dei fondi è cruciale per il successo dell'iniziativa. La riapertura della base rappresenta un traguardo atteso.
Ambrosi: "Risultato di un lavoro di squadra"
La deputata Alessia Ambrosi ha messo in risalto il successo ottenuto. Ha descritto il risultato come frutto di un «lavoro di squadra». Questo sforzo è partito dal territorio e ha raggiunto i livelli nazionali a Roma.
L'impegno condiviso ha coinvolto diverse realtà. Tra queste figurano l'amministrazione locale, l'Università di Firenze, il Parlamento e il governo. Questa sinergia è stata fondamentale per concretizzare il progetto.
La collaborazione tra enti e istituzioni ha permesso di superare gli ostacoli. L'obiettivo comune ha guidato ogni fase del processo. La deputata ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto.
Il progetto: museo e polo culturale
Il progetto mira a trasformare l'ex base Nato in un vero e proprio polo culturale. Sarà interamente dedicato alla Guerra Fredda. Si stima una capacità potenziale di accoglienza fino a 100mila visitatori all'anno.
Le risorse finanziarie saranno distribuite secondo un cronoprogramma preciso. Circa il 10% dei fondi, pari a circa 700mila euro, sarà erogato nel 2026. Entro il 2028, si prevede l'utilizzo di una quota fino al 25% del totale.
Il completamento del progetto avverrà nelle annualità successive. Il piano prevede tre fasi distinte. La prima fase si concentrerà sulla bonifica e la messa in sicurezza dell'area. La seconda fase riguarderà l'ampliamento dei parcheggi e dei servizi annessi.
La terza e ultima fase vedrà la realizzazione effettiva del Museo della Guerra Fredda all'interno del bunker. Questo percorso garantirà un recupero completo e funzionale della struttura. L'idea è quella di creare un luogo di memoria e di studio.
Domande e Risposte
Cosa diventerà l'ex base Nato West Star ad Affi?
L'ex base Nato West Star ad Affi diventerà un museo dedicato alla Guerra Fredda. Il progetto prevede anche la sua trasformazione in un polo culturale.
Quanto denaro è stato stanziato per il progetto?
Sono stati stanziati 7 milioni di euro per la bonifica, il recupero e la realizzazione del museo presso l'ex base Nato West Star.
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