Il progetto del traforo delle Torricelle a Verona è tornato al centro del dibattito politico. Il centrodestra rilancia l'idea, considerandola strategica per il futuro della città e delle elezioni del 2027. Il centrosinistra, invece, propone un'analisi più ampia delle soluzioni di mobilità.
Il traforo delle Torricelle riemerge nel dibattito veronese
Il progetto del traforo delle Torricelle, un'infrastruttura mai realizzata ma nemmeno definitivamente abbandonata, è di nuovo al centro delle discussioni a Verona. L'idea di collegare la Valpantena con l'inizio della Valpolicella tramite un tunnel sotto le colline sta riemergendo con forza.
Questo rilancio avviene dopo un voto favorevole in Consiglio provinciale. L'ordine del giorno approvato auspica soluzioni per alleggerire il traffico sul tratto est-ovest della città. Il documento, frutto di una mediazione tra centrosinistra e centrodestra, non è esplicito come una precedente mozione. Quest'ultima aveva diviso il centrodestra, in particolare Lega e Forza Italia.
Sostenitori del traforo spingono per l'avanzamento del progetto
Tra i principali sostenitori del traforo vi è Enrico Corsi, ex consigliere regionale della Lega. Egli critica l'ordine del giorno provinciale per la sua vaghezza. «Quanto approvato in Consiglio provinciale sfuma il contenuto, molto più deciso pro-traforo, della mozione», afferma Corsi. «Ma ora mi auguro che si attivi per dare seguito a quanto votato».
Corsi sottolinea l'enorme problema del traffico est-ovest a Verona. Le code al Teatro Romano ne sono una chiara dimostrazione. L'arrivo del filobus in Borgo Trento, in via Mameli, ridurrà ulteriormente lo spazio per le automobili. Pertanto, un tunnel sotto le colline diventa, secondo lui, ancora più necessario.
La mozione originaria chiedeva impegni concreti al Ministero delle Infrastrutture, ai parlamentari veronesi, alla Regione, alla Provincia e ai Comuni della fascia urbana di Verona. L'obiettivo era portare avanti il progetto e trovare i finanziamenti necessari. Corsi auspica una presentazione rapida della mozione in Comune a Verona. Si interroga inoltre sul mancato utilizzo dei fondi del Pnrr per finanziare l'opera.
Forza Italia: traforo priorità per le elezioni del 2027
Alberto Bozza, consigliere regionale e segretario cittadino di Forza Italia, definisce il traforo un'«opera di respiro e interesse provinciale». Forza Italia intende riproporre il contenuto della mozione regionale anche in Consiglio a Verona. Lo farà tramite il capogruppo Luigi Pisa.
Bozza ritiene utile un incontro con i segretari cittadini di Fratelli d'Italia e Lega. L'obiettivo è avviare un confronto sul programma di centrodestra per le elezioni comunali di Verona del 2027. Il tema delle infrastrutture, incluso il traforo, sarà una priorità. L'opera è considerata non più rinviabile e deve integrarsi con il filobus e la rete viaria cittadina e provinciale.
Il centrosinistra e le alternative di mobilità
Tuttavia, la maggioranza in Comune a Verona è guidata dal sindaco Damiano Tommasi, esponente del centrosinistra. La giunta ha reindirizzato 53 milioni di euro, originariamente destinati al traforo, verso il progetto di strada di gronda. Questi fondi erano stati stanziati da Autostrada Serenissima per cofinanziare il traforo, il cui costo stimato era di circa mezzo miliardo di euro.
Il consigliere comunale e provinciale del Partito Democratico, Francesco Casella, aveva presentato un contro-documento. Questo documento è stato di fatto approvato in Provincia. «Di fatto è quello poi votato in Provincia», spiega Casella. «Che non dice di no al traforo, ma impegna le amministrazioni a trovare soluzioni, infrastrutturali ma non solo, per risolvere i nodi della viabilità cittadina».
Casella afferma che si tratta dello stesso documento che il Partito Democratico aveva chiesto all'opposizione in Comune di far votare. Si preannuncia quindi un nuovo scontro politico in aula a Palazzo Barbieri. La questione è se verrà presentata la versione più esplicita a favore del traforo o quella più cauta.
Domande frequenti sul traforo di Verona
Qual è la posizione attuale sul progetto del traforo delle Torricelle?
Il centrodestra, con figure come Enrico Corsi (Lega) e Alberto Bozza (Forza Italia), sta rilanciando con forza il progetto del traforo delle Torricelle a Verona, considerandolo un'opera strategica per la viabilità e inserendolo nel programma per le elezioni del 2027. Il centrosinistra, guidato dal sindaco Damiano Tommasi, pur non respingendo categoricamente l'idea, preferisce concentrarsi su un'analisi più ampia delle soluzioni di mobilità cittadina, come dimostra il reindirizzamento di fondi verso la strada di gronda.
Perché il progetto del traforo è così dibattuto a Verona?
Il dibattito sul traforo delle Torricelle a Verona è acceso a causa della sua potenziale importanza strategica per alleggerire il traffico sul tratto est-ovest della città, un problema cronico. Le diverse visioni politiche sui metodi migliori per affrontare la mobilità, i costi elevati dell'opera e la disponibilità di fondi contribuiscono a rendere la questione un punto di scontro politico, specialmente in vista delle prossime elezioni comunali del 2027.