Condividi

Il commovente tema del "supereroe"

Alessandro Postal, un tredicenne di San Michele Extra, ha lasciato un'eredità di coraggio e saggezza che ha commosso l'Italia. Affetto da un raro tumore, Alessandro ha affrontato la malattia negli ultimi sei anni con una forza d'animo straordinaria, sempre accompagnato da un sorriso. La sua scomparsa, avvenuta lunedì 23 marzo all'ospedale di Padova, ha suscitato un'ondata di cordoglio e ammirazione.

Un anno fa, nel pieno della sua battaglia, Alessandro ha scritto un tema descrivendo un supereroe. Senza mai nominarsi direttamente, ha dipinto un ritratto di sé stesso, un bambino speciale capace di affrontare avversità inimmaginabili. «Ho conosciuto un bambino speciale», aveva scritto, «che ha affrontato situazioni inimmaginabili capendo quali sono le cose importanti della vita. Lui è il mio amico. Lui è davvero forte. Mi ha insegnato una cosa importantissima: che non esiste il coraggio senza paura».

Un esempio di resilienza e amore familiare

La madre, Federica, ha definito quel tema «un pugno nello stomaco», sottolineando la maturità eccezionale del figlio. Alessandro, pur nella sofferenza, non ha mai protestato, né si è lamentato, né ha chiesto aiuto. La sua priorità era proteggere la famiglia, mostrando una forza che andava oltre la sua età. «Era lui la nostra forza, era lui a darci coraggio, a tenerci su», ha raccontato il padre Marco, evidenziando come Alessandro si preoccupasse più degli altri che di sé stesso.

Nonostante le terapie, gli interventi e il dolore, Alessandro rispondeva sempre «Bene, sto bene» quando gli chiedevano come stesse. La sua capacità di accettare la realtà, pur riconoscendone l'ingiustizia, e di cercare di godersi ogni momento è un esempio di profonda resilienza. Il suo motto, «Dobbiamo affrontare i nostri mali e stringere i nostri beni», riflette una saggezza rara, insegnando che il dolore è parte integrante della vita e va affrontato con coraggio.

Il sogno di un artista

Alessandro nutriva un grande sogno: diventare un artista. Fin da piccolo, con la sua indole istrionica, amava stare sul palco, cantare e recitare. Aveva frequentato una scuola di Musical e la canzone «Ad un passo dai miei sogni» del film La Principessa e il Ranocchio era diventata il suo inno personale. «Io so che c’è chi non crede in me, però ce la farò», cantava, dimostrando una determinazione incrollabile.

Anche il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha voluto omaggiare il giovane scomparso, definendolo un esempio di forza e coraggio. I funerali si sono tenuti oggi, 26 marzo, alle 15.30, nella chiesa di Santa Croce, dove amici, familiari e conoscenti si sono riuniti per l'ultimo saluto al «principe gentile».