Zaia: Biennale promotrice di pace tra artisti
Appello per la Pace alla Biennale di Venezia
Venezia, 19 marzo 2026 – Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha lanciato un appello affinché la Biennale di Venezia si trasformi in una piattaforma per la pace. L'idea è quella di promuovere la sottoscrizione di uno «statement di pace» da parte degli artisti partecipanti, un documento che la Biennale stessa dovrebbe poi diffondere a livello globale.
Zaia ha definito questo gesto come «concreto, forte, all’altezza del tempo che stiamo vivendo e della missione universale di Venezia». L'iniziativa mira a sottolineare il ruolo della cultura come strumento di dialogo in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti.
La Biennale come Luogo di Incontro Culturale
Il Presidente ha evidenziato l'importanza della Biennale come uno dei più grandi spazi mondiali di incontro tra diverse culture e sensibilità, riunendo ben 99 nazioni. Ha espresso gratitudine al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, per il suo operato e per l'equilibrio dimostrato in un periodo storico complesso.
«Fare cultura ai massimi livelli internazionali in una fase segnata da guerre, tensioni e lacerazioni globali richiede lucidità», ha affermato Zaia, incoraggiando Buttafuoco a proseguire sulla strada della difesa dell'autonomia della Biennale e del suo ruolo di luogo di dialogo.
Un Documento per il Dialogo Globale
Lo «statement» immaginato da Zaia non dovrebbe essere un mero testo di circostanza, ma un appello autorevole. L'obiettivo è che questo documento, firmato dagli artisti, possa comunicare al mondo l'impossibilità per la cultura di rimanere in silenzio di fronte all'escalation dei conflitti.
Il documento dovrebbe richiamare il valore del dialogo e della diplomazia, condannando la guerra come mezzo per risolvere le dispute internazionali. Zaia ritiene che il prestigio della Biennale possa renderla portavoce ideale di questo messaggio.
Posizione su Russia e Ucraina
Affrontando le recenti polemiche sulla partecipazione della Russia, Zaia ha ribadito la sua netta condanna dell'aggressione russa all'Ucraina. Tuttavia, ha distinto questo aspetto dalla funzione storica della cultura, che è quella di mantenere aperti spazi di relazione anche nei momenti di maggiore conflitto.
Secondo Zaia, non spetta alla Biennale giudicare, ma accogliere e favorire processi di dialogo, superando le divisioni e le posizioni di trincea, come l'arte e la cultura hanno sempre saputo fare.
Venezia, Città di Diplomazia Storica
Il Presidente ha richiamato un precedente storico veneziano, sottolineando come la città, con la sua vocazione cosmopolita, abbia già dimostrato di essere un centro di diplomazia internazionale. Ha ricordato il documento finale approvato durante il G7 del 1987, relativo alla guerra Iran-Iraq, che auspicava una soluzione negoziata.
Zaia auspica che Venezia possa oggi tornare a parlare al mondo attraverso la forza del dialogo, forte della sua storia e del suo prestigio universale.