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Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha visitato la Biennale Arte di Venezia, promettendo di tornare per visionare ogni padiglione. Ha sottolineato la libertà dell'arte e la sua importanza per l'identità territoriale, invitando l'Europa a concentrarsi su altre priorità.

Stefani visita la Biennale Arte di Venezia

Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha fatto tappa alla Biennale Arte di Venezia. La visita è avvenuta nel pomeriggio. Era accompagnato dal presidente della Fondazione Pietrangelo Buttafuoco. L'arrivo è stato registrato intorno alle ore 17:10. Stefani ha esplorato le aree dell'Arsenale. Ha prestato particolare attenzione alle Corderie. Ha visitato anche il padiglione Italia.

Promessa di un ritorno completo alla Biennale

«Tornerò qui», ha dichiarato Stefani a margine dell'evento. Ha aggiunto che cercherà di vedere «più padiglioni possibili, possibilmente tutti». Ha ribadito il concetto che «l'arte è libera». Ha poi specificato che «va vista a 360 gradi». Questa dichiarazione è arrivata in risposta a domande. Gli chiedevano se avrebbe visitato anche i Giardini. In particolare, si parlava del padiglione russo. Quest'ultimo era visibile solo dall'esterno.

L'arte come dialogo libero e identità territoriale

Riguardo alle recenti polemiche, Stefani ha posto l'accento su alcuni punti. Ha affermato che «l'arte deve continuare a essere libera». Deve essere «uno spazio libero di dialogo tra le nazioni». Ha inoltre espresso la sua convinzione personale. «Credo che l'arte racconti anche l'identità di un territorio». Per questo motivo, ha sottolineato, «va assolutamente preservata con tutte le nostre forze al di là di tutto il resto».

Priorità europee e ruolo dell'arte

Nel frattempo, l'Europa minaccia di tagliare finanziamenti alla Biennale. Si parla di due milioni di euro. La risposta di Stefani è stata netta. «Credo che l'Europa abbia ben altro di cui preoccuparsi in questo momento». Ha aggiunto che «l'arte non deve risolvere i conflitti internazionali». Ha criticato l'idea che l'arte debba essere un «terreno di scontro». Per Stefani, l'arte ha invece il compito di «interrogare».