Una performance artistica a Venezia espone oggetti simbolici provenienti dall'Ucraina, denunciando la guerra e la partecipazione russa alla Biennale.
Oggetti dalla guerra esposti a Venezia
Frammenti di distruzione e vita quotidiana dall'Ucraina sono stati presentati a Venezia. Una trave carbonizzata da un monastero di Leopoli, colpita dalle forze russe, è tra gli elementi esposti. Un braccialetto appartenente a una bambina di soli tre anni è stato incluso nella mostra. La torcia usata da una poetessa di Mariupol per scrivere in un rifugio antiaereo completa il quadro.
Questi oggetti, insieme a un piccolo quantitativo di terra, compongono l'installazione intitolata Reliquiae. L'opera è stata allestita davanti al ponte della Paglia. L'evento si è svolto in concomitanza con una manifestazione organizzata dai Radicali. L'obiettivo era protestare contro la presenza russa alla Biennale di Venezia.
L'artista Walter Trento e la sua ispirazione
L'ideatore della performance è l'artista italiano Walter Trento. Egli ha raccolto questi reperti durante un viaggio in Ucraina. Il periodo della sua visita è stato dal 25 aprile al 5 maggio. Ha chiesto ad artisti ucraini di fornirgli un pezzo significativo. Ogni oggetto doveva rappresentare la distruzione e la loro esperienza di vita negli ultimi anni. L'artista ha dichiarato che la sua iniziativa è nata dalla notizia della partecipazione russa alla Biennale. Trento aveva già visitato l'Ucraina nel 2009 per un altro progetto. Ha descritto la sua scoperta dell'Ucraina come assoluta. Ha definito gli ucraini come i veri partigiani.
Esposizione futura e manifestazione
Gli oggetti raccolti da Walter Trento avranno una destinazione futura. Saranno esposti al museo pubblico di Cisternino. La mostra è prevista dal 30 maggio al 30 settembre. Lo stesso Trento dirige il museo. Nel frattempo, gli oggetti sono stati portati in processione. La manifestazione è partita dal ponte della Paglia. L'itinerario prevedeva l'arrivo all'ingresso dei Giardini della Biennale. Qui, i reperti sono stati nuovamente disposti sulla bandiera dell'Unione Europea. Tra gli slogan urlati risuonavano «Slava Ukraini». Altri cori chiedevano «Assassini russi fuori dalla Biennale». Un altro slogan recitava «Biennale per artisti, non per terroristi». Alla manifestazione erano presenti diverse bandiere. Si notavano quelle dell'Ucraina e dell'UE. Erano presenti anche le bandiere della Georgia, dell'Iran (con il leone e il sole, simbolo dello scià di Persia) e della Nato.