Il regista russo Ilya Khrzhanovsky, presentato a Venezia con il suo film Dau, ha espresso un netto sostegno all'Ucraina, augurando la sua vittoria nella guerra in corso. Le sue dichiarazioni arrivano in un contesto di polemiche sulla presenza del film al festival.
Contestazioni per il film Dau a Venezia
La Mostra del Cinema di Venezia ha visto emergere un acceso dibattito attorno al film Dau. La pellicola, diretta dal dissidente russo Ilya Khrzhanovsky, è stata oggetto di critiche da parte del governo ucraino. Le autorità di Kiev hanno definito il lungometraggio uno strumento di propaganda legato a Mosca. Queste accuse sono state fermamente respinte sia dal direttore della Mostra, Alberto Barbera, sia dal cineasta stesso.
La presenza del film in concorso ha inevitabilmente acceso i riflettori su temi di grande attualità. Durante la conferenza stampa di presentazione, il regista ha chiarito la sua posizione. «La mia posizione sulla guerra è sempre stata molto chiara», ha affermato Khrzhanovsky. Ha aggiunto di aver preso le distanze dalla politica della Federazione Russa e dal conflitto. Ha persino rinunciato alla cittadinanza russa per manifestare il suo dissenso.
Il sostegno del regista all'Ucraina
Ilya Khrzhanovsky ha espresso parole di profondo incoraggiamento per l'Ucraina. «Si trova in un momento di terribile e sanguinosa guerra», ha dichiarato. La guerra, ha ricordato, dura da oltre quattro anni. Il regista si è detto fiducioso nella capacità dell'Ucraina di sopravvivere e mantenere la sua indipendenza. «Penso che sopravvivrà, rimarrà forte, preserverà la sua indipendenza e avrà un futuro migliore», ha aggiunto.
Di fronte all'elevata tensione attuale, Khrzhanovsky ha manifestato il suo augurio. «L'unica cosa che posso augurarle è la pace», ha detto. Ha poi auspicato il massimo successo per il governo ucraino. «Che salvi il Paese e vinca questa guerra», ha concluso il cineasta.
Dau: un progetto ventennale a Venezia
La proiezione di Dau alla Mostra di Venezia segna la conclusione di un ambizioso progetto multidisciplinare. Il regista, nato nel 1975, ha dedicato oltre vent'anni alla sua realizzazione. Le riprese principali sono terminate nel 2011. Successivamente, Khrzhanovsky si è concentrato sulla componente artistica del progetto. Questa include installazioni, pubblicazioni e altre forme espressive. Una parte delle riprese è stata poi aggiunta in un secondo momento. Il regista ha cercato di preservare l'integrità del materiale originale. Tuttavia, la sua percezione del lavoro è evoluta nel tempo.
Il film nasce come biografia del fisico premio Nobel Lev Landau. Quest'ultimo contribuì alla creazione della prima bomba atomica sovietica. Il ruolo di Landau è interpretato dal direttore d'orchestra e attore greco-russo Teodor Currentzis. Il lungometraggio esplora il percorso, pubblico e privato, del fisico tra il 1928 e il 1968. Attraversa quattro decenni di profondi sconvolgimenti nell'Unione Sovietica.
Dau offre anche un vasto affresco di un sistema totalitario. Questo sistema manteneva il potere attraverso la paura e il controllo ossessivo. L'uso di spie, processi farsa e condanne ingiuste alimentava un clima di sospetto generalizzato. «Da quando ho iniziato il film ad adesso, ho visto accadere molte cose terribili nel Paese in cui sono nato», ha commentato Khrzhanovsky. Ha sottolineato come la guerra in Ucraina abbia segnato un punto di svolta. Le sue violenze, ha aggiunto, continuano e peggiorano costantemente. Questo aspetto, per il regista, supera l'importanza di qualsiasi polemica legata al film.
Finanziamenti e posizioni sulla guerra
Il regista ha affrontato anche la questione dei finanziamenti di Dau. In particolare, ha spiegato la presenza dell'oligarca russo Sergey Adoniev tra i sostenitori. Adoniev ha partecipato al progetto dal 2008 al 2019. Il suo supporto è stato definito «generoso, prezioso e fondamentale» per la componente artistica. Khrzhanovsky ha precisato che all'epoca Adoniev non figurava in alcun elenco di soggetti sanzionati. I tempi erano «completamente diversi». Negli ultimi sette anni, il progetto ha assunto una natura radicalmente nuova.
Riguardo alla scelta del protagonista Teodor Currentzis di mantenere una posizione neutrale sulla guerra, il regista ha preferito non esprimere giudizi. Khrzhanovsky ha dichiarato di preferire rivolgere le critiche a se stesso. Cerca di agire e comportarsi come ritiene giusto. «Non mi sento di criticare Teodor Currentzis per non aver fatto una scelta, al contrario di me, che l'ho fatta», ha osservato. Ha concluso affermando che ognuno risponde delle proprie decisioni e del proprio destino. Ha fatto un parallelo con il protagonista del film, che compie scelte diverse e ne paga le conseguenze.