Il Premio Letterario Marco Polo di Venezia giunge alla sua decima edizione, celebrando il legame tra scrittura e traduzione. L'evento, che si terrà il 30 settembre, riconoscerà il lavoro di uno scrittore italiano e del suo traduttore francese, promuovendo il dialogo interculturale.
Dieci anni di dialogo tra culture
La Fondazione Querini Stampalia a Venezia ospiterà il 30 settembre la decima edizione del Premio Letterario Marco Polo. Fondato nel 2016, il riconoscimento unisce la creazione letteraria all'arte della traduzione. Ogni anno, premia uno scrittore italiano e il suo traduttore francese. In un decennio, è diventato un appuntamento culturale di rilievo europeo. L'evento promuove il dialogo tra lingue e culture diverse. Questa edizione è ufficialmente riconosciuta dalla Giornata Internazionale della Traduzione.
Traduzione come ponte tra i popoli
Il tema centrale della giornata sarà la traduzione. Sarà vista come strumento di conoscenza e mediazione. La traduzione favorisce il dialogo tra culture differenti. Il Premio 2026 sarà conferito ad Antonio Franchini. Il riconoscimento è per il suo romanzo «Il fuoco che ti porti dentro» pubblicato da Marsilio. Sarà premiato anche il traduttore francese Christophe Mileschi. Mileschi ha tradotto l'opera in francese come «Le feu que tu portes en toi» per Calmann-Lévy. Il programma inizierà alle 10:30. Interverranno Christine Bach, presidente e fondatrice del Premio. Sarà presente anche Paolo Molesini, presidente della Fondazione Querini Stampalia e della giuria.
Incontri e riconoscimenti
Seguiranno incontri e tavole rotonde. I dibattiti verteranno su letteratura, amore, Europa e Mediterraneo. Sarà esplorata anche la figura di Marco Polo. Tra gli ospiti d'eccezione ci saranno Frédéric Ferney, Olivier Weber, Sophie Segond e Florence Quentin. La giornata includerà un momento dedicato ai partner del Premio. Alle 16:30 si terrà la cerimonia ufficiale del decennale. Franchini e Mileschi dialogheranno con la giuria. Discuteranno del processo di scrittura, della traduzione e del lavoro condiviso. L'incontro sarà arricchito da un confronto con gli editori italiani e francesi del romanzo.
Una rete di sostenitori in crescita
L'edizione 2026 vede un ampliamento della rete dei sostenitori. Sono coinvolte importanti istituzioni italiane e francesi. Tra queste figurano il Ministère de l'Europe et des Affaires Étrangères. Partecipano anche l'Institut français Italia, l'Alliance Française di Venezia e la Città di Venezia. «Dieci anni di Premio Marco Polo. Dieci volte l'incontro di uno scrittore e del suo traduttore», ha dichiarato Christine Bach. «Dieci volte la stessa convinzione: che la traduzione è la lingua della pace». Per Paolo Molesini, celebrare il decennale significa riaffermare la traduzione. La considera «un attraversamento, un gesto di ascolto profondo, un ponte che unisce ciò che è diverso».