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Pamela Anderson vive una rinascita artistica a Venezia, partecipando al gala Amfar e presentando il film 'Place to Be'. L'attrice condivide la sua battaglia vinta contro l'epatite C.

Pamela Anderson, una nuova fase artistica

L'attrice Pamela Anderson sta vivendo un periodo di grande successo professionale. Dopo essere stata a lungo associata al suo iconico ruolo in Baywatch, serie di trent'anni fa, ha saputo reinventarsi. Ha ottenuto una candidatura ai Golden Globe per il film The Last Showgirl di Gia Coppola. Questo ruolo intimo e intenso ha segnato una svolta significativa.

La sua carriera ha visto un'ulteriore espansione con partecipazioni a progetti come il sequel di Una pallottola spuntata. Ha recitato al fianco di Liam Neeson. Recentemente, ha presentato il thriller familiare Rosebush Pruning di Karim Ainouz al Festival di Berlino.

Ora, Pamela Anderson debutta ufficialmente alla Mostra del Cinema di Venezia. Qui è co-protagonista nel film Place to Be di Kornel Mundruczo. Recita al fianco di Ellen Burstyn, Leone d'oro alla carriera, e Taika Waititi. La pellicola è stata presentata fuori concorso.

Il gala Amfar e la testimonianza di forza

Questo debutto cinematografico avviene pochi giorni dopo un altro importante riconoscimento. Pamela Anderson ha ricevuto un premio durante il sesto gala Amfar Venezia. L'evento, uno dei più attesi tra quelli collaterali al festival, si è svolto al Molino Stucky. I biglietti per l'occasione avevano costi elevati, con fondi destinati alla ricerca contro l'Aids.

Durante la serata, presentata da Taika Waititi, l'attrice ha condiviso un momento molto personale. Ha ricordato la diagnosi di epatite C ricevuta alla fine degli anni '90. All'epoca, la malattia non aveva cure efficaci. «Era una condanna a morte», ha dichiarato, spiegando che il suo medico le aveva dato circa dieci anni di vita.

Questa notizia ha profondamente influenzato le sue decisioni. La paura non era tanto della morte, quanto di ciò che sarebbe potuto accadere ai suoi figli piccoli. La sua vita è stata sconvolta. Dieci anni dopo, l'arrivo di una cura ha rappresentato una svolta fortunata.

Pamela Anderson ha affermato con orgoglio: «Posso dire di essere totalmente guarita dall'epatite C». Si definisce una vincitrice, non una vittima. Il suo mantra attuale è: «Sii bravo in qualcosa e sarai libero».

'Place to Be': un road movie speciale

Per quanto riguarda il film Place to Be, Pamela Anderson ha scelto di non partecipare alla conferenza stampa. Ha invece presenziato al photocall, mantenendo la sua scelta recente di apparire senza trucco. Questo approccio è diventato una sua caratteristica distintiva negli ultimi anni.

Il film racconta la storia di un profondo amore platonico. Questo legame nasce tra Brooke (interpretata da Ellen Burstyn), una donna mite e riservata, e Nelson (interpretato da Taika Waititi), significativamente più giovane di lei. I due sono uniti da una missione particolare.

Devono riportare un piccione da gara smarrito, chiamato Intruder, al suo legittimo proprietario. Pamela Anderson interpreta Molly, la figlia di Brooke. Il suo personaggio sta attraversando un periodo difficile e cerca di rialzarsi.

Ellen Burstyn ha espresso sorpresa iniziale riguardo alla scelta di Pamela Anderson per il ruolo di sua figlia. Inizialmente, non la riteneva adatta. Tuttavia, dopo averla incontrata, ha subito provato affetto. «Ho provato subito affetto per lei. Una persona meravigliosa», ha commentato Burstyn.

Progetti futuri per l'attrice

Il percorso artistico di Pamela Anderson continua a espandersi con numerosi altri progetti in cantiere. Tra i film in programma, spiccano Alma di Sally Potter, dove reciterà al fianco di Dakota Fanning. Un altro progetto è Maytreya di Jonathan Krisel, con la partecipazione della celebre rocker Debbie Harry.