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Tre giovani sono stati denunciati a Mestre per aver vandalizzato il Monumento ai caduti. L'intervento delle forze dell'ordine, grazie alle telecamere di sorveglianza e alla segnalazione dei cittadini, ha portato all'identificazione dei responsabili.

Vandali minorenni colpiti monumento storico

Un atto di vandalismo ha interessato il cuore di Mestre. Il monumento noto come "Colonna della sortita", dedicato ai caduti della Resistenza tra il 1848 e il 1849, è stato oggetto di danni. L'episodio ha visto coinvolti tre giovanissimi.

La Polizia Locale di Venezia ha preso in carico la situazione. L'intervento è scaturito da segnalazioni giunte da parte di residenti attenti. Questi cittadini hanno notato un gruppo di ragazzi intenti a compiere atti di danneggiamento.

Le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza cittadina hanno fornito prove cruciali. I filmati hanno mostrato chiaramente i giovani mentre arrecavano danno alle strutture del monumento. In particolare, le catene che ne delimitano l'area sono state prese di mira.

Identificati e denunciati i responsabili

Gli agenti intervenuti sul posto hanno rapidamente identificato i soggetti coinvolti. L'attenzione si è concentrata su tre adolescenti. Si tratta di un ragazzo di 15 anni di nazionalità albanese, un altro di 16 anni di origine georgiana e un terzo di 15 anni proveniente dall'Egitto.

Secondo le ricostruzioni, i tre avrebbero sferrato calci e strattonato con forza le catene. Questo comportamento ha causato la rottura dei perni di ancoraggio. Due maglie terminali della catena perimetrale sono state danneggiate in modo significativo.

I genitori dei ragazzi sono stati prontamente convocati. Non è emerso alcun segno di pentimento da parte dei giovani riguardo alla loro azione, definita una "bravata". I tre sono stati formalmente denunciati.

Conseguenze legali e sociali per i minorenni

L'episodio non si concluderà con la sola denuncia. Si valuteranno le possibili azioni legali per ottenere un risarcimento dei danni arrecati. Tali richieste potrebbero ricadere sui genitori dei minorenni.

Inoltre, la gravità del gesto ha portato a una segnalazione specifica. Il caso è stato comunicato al Servizio infanzia e adolescenza del Comune di Venezia. Questo per attivare eventuali percorsi di recupero o supporto.

La vicesindaco Francesca Zaccariotto ha sottolineato l'importanza della tecnologia. «Ancora una volta», ha dichiarato, «si è rivelato fondamentale il contributo delle telecamere di videosorveglianza». Ha aggiunto che questo strumento è «essenziale sia in chiave preventiva sia per l'accertamento dei fatti». La collaborazione tra cittadini e istituzioni si è dimostrata efficace nel contrastare atti di inciviltà.