Condividi

Il Museo M9 di Mestre presenta la mostra 'Noir Time' di Pietro Finelli, esplorando il legame tra pittura e cinema noir. L'esposizione include opere degli anni '90 e recenti, affiancate da proiezioni di film classici.

Pittura e cinema noir in mostra a Mestre

Il Museo M9 di Mestre ospita un nuovo evento culturale. L'istituzione veneziana collabora con la Fabbrica del Vapore di Milano. Presentano la mostra personale intitolata 'Noir Time'. L'artista protagonista è Pietro Finelli. La curatrice dell'esposizione è Maria Fratelli. L'evento sarà accessibile al pubblico per un periodo definito. Sarà visitabile dal 19 settembre fino al 15 novembre. La location specifica è la Sala Orizzonti del museo.

Finelli: film senza film attraverso la pittura

Il percorso espositivo si propone di analizzare un legame profondo. Si indaga la connessione tra la pittura, il mondo del cinema e il concetto di costruzione. La mostra include opere realizzate da Finelli negli anni '90. Vengono esposte anche le sue creazioni più recenti. Queste ultime si concentrano in modo specifico sul tema del genere noir. Da diversi anni, l'artista esplora questo genere cinematografico. Lo fa attraverso la sua pittura. I suoi dipinti assomigliano a fotogrammi. Sembrano immagini di film che non sono mai stati girati. Questo approccio dà vita al concetto di 'film senza film'. La sua pittura ricodifica il linguaggio cinematografico. Lo fa tramite un'analisi rigorosa. Esamina i meccanismi che filtrano la realtà. Studia come la percepiamo.

Proiezioni e analisi critica della realtà

Le opere di Finelli dialogano con un'esperienza visiva aggiuntiva. Verranno proiettati, a rotazione, quattro film. Questi provengono dalla cinematografia internazionale. I titoli selezionati sono: 'La donna del ritratto' di Fritz Lang. C'è poi 'Vertigine' di Otto Preminger. Non manca 'La donna che visse due volte' di Alfred Hitchcock. Infine, viene proiettato 'Sono Yo No Tsuma' di Yasujiro Ozu. La direttrice del M9, Serena Bertolucci, ha commentato l'iniziativa. Ha dichiarato: «Il museo prosegue la sua indagine sui linguaggi visivi del presente». Ha aggiunto: «Offriamo al pubblico una mostra in cui la pittura si fa strumento analitico di decodifica della realtà».

Uno sguardo critico sulla quotidianità

Serena Bertolucci ha ulteriormente spiegato il valore dell'esposizione. «Accogliere un progetto che scompone e ricodifica la grammatica del cinema attraverso la pittura significa invitare i visitatori a esercitare uno sguardo critico e consapevole sulle finzioni e le narrazioni che attraversano la nostra quotidianità».