Marcello Fois, vincitore del Premio Campiello 2026, identifica la scarsa istruzione come il principale ostacolo per l'Italia. Il suo romanzo 'L'immensa distrazione' esplora questo tema, evidenziando le conseguenze sulla società e sulla crescita individuale.
Il nodo dell'istruzione secondo Fois
Il romanzo vincitore del Premio Campiello 2026, intitolato 'L'immensa distrazione' e pubblicato da Einaudi, affronta un tema centrale per il futuro del Paese. L'autore, Marcello Fois, ha ottenuto 83 voti con la sua opera.
Il protagonista, Ettore Manfredini, un ultranovantenne che rivive la sua vita in pochi istanti prima di morire, rappresenta un uomo che non ha avuto accesso all'istruzione. Questa condizione è vista da Fois come la radice di molti problemi nazionali.
«Il problema di questa nazione è l'istruzione», ha dichiarato lo scrittore. La sua risoluzione porterebbe a un effetto domino positivo, formando cittadini con maggiore capacità di parola, pensiero critico e prospettive più ampie.
Giovani e valore dell'apprendimento
Fois esprime preoccupazione per l'atteggiamento dei giovani, che sembrano sottovalutare l'importanza dell'istruzione. Molti giovani sono scoraggiati dalla difficoltà di trovare impiego nonostante la laurea.
L'autore definisce l'istruzione e la lettura approfondita come atti di civiltà. Maggiore è la nostra capacità di leggere e comprendere, maggiore sarà la nostra civiltà e minore la nostra suscettibilità alla manipolazione.
Lo scrittore, all'età di 66 anni, lancia un avvertimento: la svalutazione dell'istruzione secondaria permette a figure opportuniste di manipolare l'opinione pubblica. Questa tendenza è considerata estremamente grave e rende il momento attuale particolarmente critico per il settore dell'insegnamento.
Il trauma della mancata istruzione
Nonostante Ettore Manfredini sia partito da una condizione di povertà e abbia raggiunto un notevole successo economico senza un percorso di studi formale, il peso della mancata istruzione lo accompagna per tutta la vita.
Il romanzo si conclude con la risoluzione di questo antico trauma infantile. Fois sottolinea il ruolo del lettore, definendolo la figura più pericolosa nella società. Una parola sconosciuta, che un tempo spingeva alla ricerca sul vocabolario, oggi può generare rabbia.
Il mestiere dello scrittore, secondo Fois, consiste nell'arricchire il lettore con nuove parole, ampliando il suo bagaglio lessicale e intellettuale.
Omaggio a Michela Murgia e polemiche
Marcello Fois ha dedicato il suo premio a Michela Murgia, scomparsa nel 2023. Egli ritiene che la scrittrice abbia colmato un vuoto culturale lasciato da Pier Paolo Pasolini in Italia.
Riguardo alla recente polemica che ha coinvolto Michele Mari, vincitore del Premio Strega 2026, per presunte offese a Murgia, Fois invita a rispettare i defunti.
«Michela è stata una delle intellettuali più influenti», ha affermato Fois. Il fatto che ancora oggi, da morta, generi dibattiti dovrebbe far riflettere. Murgia possedeva una rara capacità di analisi profonda e immediata.
Per quanto riguarda la questione con Mari, Fois la considera chiusa, senza ulteriori commenti, e annuncia la partecipazione congiunta a diversi eventi letterari.
Ambientazione e origini
Originario di Nuoro, in Sardegna, nato a pochi passi dalla casa di Grazia Deledda, Fois ha scelto l'Emilia come ambientazione per 'L'immensa distrazione'. Il protagonista Ettore, dopo aver lavorato in un mattatoio, diventa un imprenditore di successo.
«Mi ha portato fortuna», ha commentato Fois riguardo all'ambientazione emiliana. «Si può essere sardi ovunque. La Sardegna è un sentimento, una genetica».
Richiamando un aneddoto su Pirandello e Grazia Deledda, Fois riflette sulla possibile discrepanza tra genialità artistica e qualità umana, sottolineando che non sempre coincidono.
Lo scrittore vive a Bologna con la sua famiglia.
Intelligenza Artificiale e futuro
'L'immensa distrazione' è descritto come un romanzo esistenziale e familiare, che attraversa la storia del Novecento. Riguardo all'intelligenza artificiale, Fois la considera un'evoluzione umana.
«È un'evoluzione nostra, l'abbiamo fatta noi, non è fuori di noi», ha spiegato. L'umanità deve imparare a gestire le proprie creazioni.