Lo scrittore Domenico Starnone, insignito del Premio Campiello alla Carriera, sottolinea l'urgenza di una riforma scolastica radicale. Richiede maggiori investimenti e un miglioramento delle condizioni per i docenti.
Riconoscimento alla carriera e riflessioni
Il prestigioso Premio Campiello alla Carriera è stato assegnato a Domenico Starnone. Lo scrittore ha commentato il riconoscimento con umiltà. Vincere premi in gioventù stimola, mentre nella maturità offre conforto. Starnone ha descritto la sensazione di vedere il proprio percorso artistico prendere forma. Ha poi scherzato sull'idea di premiare gli anziani più frequentemente. La cerimonia si è svolta per la prima volta a Venezia, presso il Palazzo del Cinema al Lido.
La decisione di conferire il premio a Starnone è stata unanime. Il presidente della giuria, Roberto Cicutto, ha evidenziato l'entusiasmo dei giurati. La proposta è stata accolta con una standing ovation. Cicutto detiene per statuto il potere di assegnare questo importante tributo alla carriera.
La scuola: un bisogno di rinnovamento profondo
Domenico Starnone, noto anche come sceneggiatore e vincitore del Premio Strega nel 2001, ha una profonda conoscenza del mondo scolastico. Ha insegnato per molti anni nelle scuole superiori. Questa esperienza lo porta a dichiarare con fermezza la necessità di un cambiamento. «Abbiamo bisogno di una scuola assolutamente nuova», ha affermato Starnone. È fondamentale investire risorse significative nel sistema educativo. Questo permetterà di migliorare sia la qualità della formazione offerta sia la retribuzione degli insegnanti. Servono, secondo Starnone, «cambiamenti radicali».
Le sue opere hanno ispirato diverse pellicole cinematografiche. Tra queste figurano titoli come «La scuola», «Auguri professore» e «Denti». Starnone ha spiegato le differenze sostanziali tra la scrittura per il cinema e quella letteraria. La stesura di un libro richiede un impegno prolungato e riflessioni continue. La scrittura per il cinema, invece, è spesso un lavoro collaborativo, svolto da più persone. In questo caso, lo sceneggiatore prepara il terreno per il regista. La sua opera si cela dietro la visione del regista, a differenza del libro che è un'espressione più intima dell'autore.
Indiscrezioni e identità
Sono circolate a lungo voci sull'identità della scrittrice Elena Ferrante. Alcuni hanno ipotizzato che potesse trattarsi di Starnone, di sua moglie Anita Raja, o di entrambi. Lo scrittore ha categoricamente smentito queste teorie, definendole «una sciocchezza». La sua posizione è chiara e definitiva su questo argomento.
L'identità napoletana e la lingua italiana
Essere napoletano e ricevere un premio così importante ha un significato particolare per Starnone. Ha spiegato che la scrittura mira a raggiungere un pubblico vasto. Questo implica superare le barriere regionali, che esistono ma possono essere gestite. I suoi libri, pur intrisi di napoletano, sono apprezzati in tutta Italia, dal Veneto alla Sicilia.
Riguardo alla salute della lingua italiana, Starnone esprime un giudizio positivo. La considera una lingua viva e in evoluzione. Le lingue che non cambiano rischiano di morire. Ha però notato la crescente influenza dell'inglese, lingua dominante a livello politico ed economico. Ha ironicamente osservato come l'espressione «ok» stia soppiantando il «sì» in Italia.
Nuovi progetti letterari
Lo scrittore sta lavorando a una nuova raccolta di racconti intitolata «Belle lettere». Questo titolo evoca un'espressione antica, ormai in disuso, che indicava la letteratura. La raccolta conterrà tredici racconti, la maggior parte inediti. Solo tre sono stati precedentemente pubblicati su riviste, tra cui «Granta» e «The New Yorker». Un filo conduttore lega queste storie, sebbene Starnone preferisca non rivelarne subito la natura. In tutti i racconti, però, è centrale il riferimento a un libro o a un romanzo.