Emanuela Fanelli interpreta se stessa in età avanzata nella serie "in peccato", un mockumentary comedy presentato a Venezia. La serie, disponibile dal 2 ottobre su Hbo Max, esplora il fallimento e l'autoironia nel mondo dello spettacolo.
Fanelli protagonista di "in peccato" a Venezia
Una versione inedita di Emanuela Fanelli, settantenne nel 2049, narra la sua ascesa nel mondo dello spettacolo. La serie, intitolata "in peccato", è l'unica proposta di genere alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia. Il pubblico potrà vederla dal 2 ottobre su Hbo Max.
Si tratta di una mockumentary comedy, presentata fuori concorso. La narrazione si sviluppa in sei episodi. Molti volti noti dello spettacolo italiano partecipano con testimonianze finte. Attori, registi e giornalisti appaiono invecchiati digitalmente, proprio come la protagonista.
Tra i partecipanti figurano nomi come Sabrina Ferilli, Ferzan Ozpetek, Paola Cortellesi e Alessandro Borghi. Anche Valerio Mastandrea, Anna Bonaiuto e Geppi Cucciari hanno preso parte al progetto. La serie promette un mix di umorismo e riflessione sul successo e l'insuccesso.
L'idea dietro la serie: esorcizzare il fallimento
L'ispirazione per "in peccato" è nata osservando i documentari celebrativi su persone viventi. Emanuela Fanelli, coautrice della sceneggiatura con Giulio Somazzi e Valerio Vestoso, ha voluto raccontare un fallimento puro. L'obiettivo è far divertire e commuovere il pubblico.
«Ho pensato di mettermi in scena per raccontare un fallimento puro, senza appelli», ha dichiarato Fanelli. L'attrice ha aggiunto che la serie serve anche a «mettere le mani avanti». L'idea è di esorcizzare la possibilità che tutto vada storto.
«Abbiamo raccontato come possa andare tutto male, sia per esorcizzarlo, sia per far pensare di averlo previsto, nel caso capitasse a me», ha scherzato Fanelli. La serie esplora le insicurezze e le cadute nel percorso professionale.
La trama: un'attrice scomparsa e un giornalista
La serie, prodotta da Water Film con Hbo Max e Rai Cinema, segue il giornalista Malcolm Pagani. La sua missione è ritrovare Emanuela Fanelli in Valle d'Aosta. L'attrice, un tempo di successo, ha abbandonato le scene dopo uno scandalo finanziario e un processo.
La sua assenza dal mondo dello spettacolo è passata quasi inosservata. Colleghi inclusi, pochi hanno notato la sua sparizione. La narrazione intreccia presente e passato, mostrando gli exploit, i deliri e gli errori della protagonista.
Si susseguono esperienze bizzarre, flop, incontri inaspettati, polemiche e amori sbagliati. La serie dipinge un ritratto ironico del mondo dello spettacolo.
Un'auto-riabilitazione ironica del "circoletto"
Emanuela Fanelli ha sottolineato che tutti erano complici nello scherzo. «La prima che viene presa in giro sempre sono io», ha precisato. La serie potrebbe rappresentare una sorta di auto-riabilitazione per quello che viene definito il "circoletto".
Questo termine si riferisce a un ambiente dove le persone si prendono troppo sul serio. In "in peccato", invece, i partecipanti si prendono in giro a vicenda. Offrono ritratti surreali di sé, giocando sui cliché del settore.
Fanelli, arrivata al lido nei panni del suo alter ego sessantatreenne, ha spiegato: «L'ho fatto perché nella serie è lei la protagonista». Il suo percorso nel successo è iniziato a 16 anni, attraverso teatro, radio, cinema e TV.
Ha ottenuto due David di Donatello consecutivi nel 2023 e 2024. Questi premi sono stati per la sua interpretazione in "Siccità" e "C'è ancora domani". Nonostante i successi, ha mantenuto i piedi per terra.
«È stata una strada lunga, ma quando è andata bene, è successo tutto molto velocemente», ha commentato. Fanelli ha sempre temuto di farsi definire dal suo mestiere. È stata attenta a evitare che ciò accadesse.
I David di Donatello sono stati un onore, ma la loro importanza è stata valutata diversamente nel tempo. «Se fosse successo dieci anni prima gli avrei attribuito più importanza di quella che poi gli ho dato nella realtà», ha ammesso. Ha evidenziato la natura mutevole del mestiere e le variabili incontrollabili.