Rapina violenta a Valle Salimbene: villa assaltata da banditi armati
Rapina con violenza a Motta San Damiano
Una notte di terrore ha vissuto Walter Piacentini, 64 anni, nella sua abitazione a Motta San Damiano, frazione di Valle Salimbene. Tre malviventi, armati di asce e pugnali, hanno fatto irruzione nella sua villa venerdì sera, intorno alle 22, prendendolo in ostaggio.
I banditi, con un forte accento dell'Est Europa, hanno forzato le imposte e infranto una finestra per accedere all'abitazione. L'artigiano, che realizza macchine utensili, si trovava da solo in casa e si era già ritirato per la notte. I rapinatori, con il volto coperto da mascherine, hanno minacciato Piacentini, intimandogli di aprire la cassaforte.
Il racconto della vittima e la violenza subita
«Erano cattivi e determinati», ha raccontato Piacentini, ancora visibilmente scosso. «Mi hanno picchiato dandomi a mani nude un forte colpo sulla nuca». Nonostante la violenza, l'uomo non possedeva denaro o preziosi significativi nella cassaforte. I rapinatori sono riusciti a recuperare solo circa 70 euro dal portafogli della vittima.
Durante l'aggressione, uno dei malviventi ha utilizzato un'ascia per tentare di forzare la cassaforte, ma l'attrezzo si è spezzato. L'ascia è stata poi recuperata dalle forze dell'ordine intervenute sul posto. Dopo aver sottratto il denaro, i banditi hanno rinchiuso Piacentini in bagno, ordinandogli di contare fino a cento prima di uscire.
Indagini e un possibile errore dei rapinatori
Una volta libero, Piacentini è riuscito a chiedere aiuto ai vicini. Uno di loro, Piergiorgio Ghisolfi, ha riferito che i rapinatori urlavano frasi come «Devi darci i soldi rottamaio schifoso». Ghisolfi, che gestisce una ditta di autodemolizioni, sospetta che i banditi abbiano scambiato la sua abitazione con quella di Piacentini, forse puntando a un obiettivo diverso.
Le indagini sono in corso per identificare i responsabili. Si ipotizza che i malviventi avessero studiato le abitudini della vittima e la disposizione della casa, disattivando le luci del giardino per agire indisturbati e confidando nella mancanza di telecamere di sorveglianza che potessero riprendere i loro spostamenti.