Piemonte e Liguria uniscono le forze con cinque proposte concrete al governo per assicurare il futuro degli stabilimenti ex Ilva. L'obiettivo è la salvaguardia dei lavoratori e dei territori interessati dalla crisi.
Cinque punti per la continuità produttiva
Le regioni Piemonte e Liguria hanno elaborato un documento congiunto. Questo piano contiene cinque richieste precise. L'intento è garantire la continuità operativa degli ex siti Ilva. Si vuole anche tutelare tutti i lavoratori e le aree geografiche coinvolte. La proposta è nata dopo un tavolo di confronto tenutosi presso il Grattacielo Piemonte. Un punto cruciale è il mantenimento dell'integrità del gruppo siderurgico. Si chiede di non imporre l'esclusività degli approvvigionamenti da Taranto.
Gli impianti situati a Genova Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi devono poter accedere a materie prime da diversi fornitori. Non solo da un'unica fonte. Il secondo punto prevede la creazione di un piano operativo dettagliato. Questo piano dovrà riguardare ordini e acquisti. Dovrà essere presentato alle amministrazioni regionali e comunali. L'obiettivo è dimostrare la sostenibilità degli approvvigionamenti e delle prospettive produttive future. Le regioni puntano a dare certezze concrete.
Tutela occupazionale e sostegno ai lavoratori
Sul fronte occupazionale, le due regioni chiedono un trattamento equo. Devono essere garantite pari tutele per i lavoratori dell'indotto. Questo vale per tutti i territori interessati dalla crisi. Si prevede anche la possibilità di attivare un meccanismo di anticipazione della cassa integrazione. Questo strumento potrà essere utilizzato in caso di necessità. Sarà inoltre istituito un tavolo di confronto permanente. Questo organismo riunirà Piemonte e Liguria. Rimarrà attivo fino all'individuazione di una nuova proprietà per gli stabilimenti.
Il documento elaborato sarà trasmesso ufficialmente alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Verrà inviato anche al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Al tavolo di lavoro hanno partecipato figure di spicco. Erano presenti i presidenti Alberto Cirio e Marco Bucci. Hanno partecipato anche assessori, sindaci, rappresentanti delle Province. Erano presenti inoltre sindacati e vertici di Ilva e Acciaierie d'Italia. Entrambe le società sono attualmente in amministrazione straordinaria.
Situazione attuale e prospettive future
I commissari e i dirigenti aziendali hanno fornito aggiornamenti. Hanno illustrato la situazione di Taranto. Hanno parlato anche delle prospettive di ripresa delle lavorazioni a Novi Ligure e Genova. Secondo quanto comunicato dall'azienda, queste attività potrebbero ripartire a febbraio. Ciò dipenderà dagli approvvigionamenti annunciati dal Governo. In Piemonte, la vertenza riguarda un totale di 614 lavoratori. Di questi, 542 operano a Novi Ligure e 72 a Racconigi. Per 585 dipendenti è stata richiesta una nuova integrazione salariale tramite cassa integrazione.
A Gattinara, l'azienda Sanac impiega circa 55 lavoratori. Di questi, 50 sono attualmente in cassa integrazione. In Liguria, nello stabilimento di Genova Cornigliano, il fermo produttivo coinvolge 280 lavoratori su un totale di 917. Ci sono inoltre 193 dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria. A Vado Ligure, Sanac occupa circa 50 persone. L'intera forza lavoro è in cassa integrazione. La situazione richiede interventi urgenti e coordinati.
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