Il Cardinale Zuppi lancia un forte avvertimento contro l'egoismo dilagante, definendolo pericoloso. Sottolinea l'importanza delle relazioni e del sentirsi parte di una comunità.
L'egoismo come minaccia globale
Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, ha espresso profonda preoccupazione. Molti individui agiscono con la mentalità del "decido io". Questa tendenza è vista come estremamente rischiosa. Significa porre sé stessi come unico criterio di giudizio. Il cardinale ha sottolineato che questa logica non è positiva. Essa si basa sulla forza e sull'imposizione.
Queste riflessioni sono emerse durante un incontro a Gemona, in provincia di Udine. L'evento celebrava i 50 anni dal terremoto che colpì il Friuli. Zuppi ha dialogato con Paolo Mosanghini, condirettore del Messaggero Veneto, e Giovanni Lesa, vicedirettore de La Vita Cattolica.
Il "sismografo del cuore" e la solitudine moderna
Il cardinale ha fatto riferimento a un'espressione di Paolo VI: il "sismografo del cuore". Ha metaforicamente affermato che a volte questo strumento viene disattivato. Di conseguenza, si verificano "fibrillazioni continue". Questo sismografo serve per percepire il dolore altrui. È fondamentale per sentire la sofferenza causata da eventi tragici. Come bombardamenti o distruzione di case, situazioni inaccettabili.
Rispondendo a domande sulla società contemporanea, Zuppi ha evidenziato un aumento della solitudine e della paura. La società attuale è più individualista. Tuttavia, l'individualismo finisce per danneggiare l'individuo stesso. C'è quindi un grande bisogno di ricostruire le relazioni umane. È necessario riscoprire il senso di appartenenza a una "casa comune".
La Chiesa come punto di riferimento
Con maggiori relazioni interpersonali, si potranno generare "tanti fruts", termine friulano per figli. Questo vale anche in senso simbolico. La Chiesa, secondo il cardinale, rimane un punto di riferimento importante. Zuppi ha scherzato, dicendo che non lo afferma per "piazzare il prodotto". In un mondo caotico, definito un "manicomio", Papa Francesco è stato un faro. Ha ricordato la preghiera del Pontefice in Piazza San Pietro deserta. Le sue parole hanno saputo raggiungere tutti, credenti e non credenti.
Analogamente, le dichiarazioni di Papa Leone in questi periodi turbolenti sono state significative. In un'epoca in cui si rimettono in discussione principi fondamentali di convivenza, le sue parole sono "molto morali, non moralistiche". Quando qualcuno tenta di insegnargli la religione, lui risponde con mitezza: "no, io seguo il Vangelo".
Ironia calcistica e identità
Il cardinale ha poi scherzato sulle sue simpatie calcistiche. Essendo romano ma vescovo di Bologna, tifa per la squadra emiliana. Tuttavia, quando il Bologna gioca contro la Roma, cerca di non farsi trovare. Ha ricordato con un sorriso che "qualche settimana fa il Bologna è stato generoso, ha dato i tre punti alla Roma".
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