Il Festival della Canzone Friulana riprende vita dopo sei anni di pausa, con la serata finale prevista a Udine il 10 settembre. L'evento mira a valorizzare la lingua e la cultura friulana attraverso nuove composizioni musicali.
Ritorno di un evento storico
Un appuntamento musicale di grande rilievo riemerge dopo un lungo silenzio. Il Festival della Canzone Friulana riprende il suo cammino dopo sei anni di interruzione. La serata conclusiva è fissata per il 10 settembre, con ben 15 finalisti che si esibiranno sul palco. Saranno accompagnati da un'orchestra dal vivo, diretta dal Maestro Rudy Fantin. Questo storico evento musicale si terrà in Piazza Libertà, nel cuore di Udine.
L'annuncio ufficiale è avvenuto stamattina, durante una conferenza stampa. L'incontro si è svolto nella Sala Valle di Palazzo Morpurgo, a Udine. Erano presenti figure istituzionali di spicco. Tra questi, Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia. Presente anche Alessandro Venanzi, vicesindaco e assessore alle Attività produttive e Turismo del Comune di Udine.
Le radici del festival
Le origini del Festival della Canzone Friulana affondano nel passato. La prima edizione risale al lontano 1959. La nascita avvenne a Pradamano. Fu il frutto dell'iniziativa della Scuele libare furlane. Un ruolo fondamentale ebbero studiosi e sostenitori della lingua friulana. Tra questi, don Domenico Zanier, Tarcisio Todero e il maestro Mario Argante. Per molti anni, il festival è stato un pilastro della scena musicale regionale.
Negli anni Sessanta e Settanta, la manifestazione raggiunse l'apice della sua popolarità. Si teneva nel parco di Villa Giacomelli. Attirava migliaia di spettatori. Divenne un punto di riferimento culturale e musicale per l'intero territorio. Sul palco si alternavano artisti locali. Ma anche nomi noti dello spettacolo nazionale. Tra questi, Enzo Tortora, Enrico Montesano, Lino Toffolo, Gino Bramieri, Ric e Gian, Wilma De Angelis, Memo Remigi, Cochi e Renato, e molti altri.
Con il passare del tempo, il festival continuò a crescere. Nel 1977, si trasferì in una sede più capiente. Il palasport Primo Carnera di Udine fu scelto per ospitare il pubblico sempre più numeroso. Dopo le ultime edizioni negli anni Ottanta, la rassegna visse un nuovo rilancio. Questo avvenne nel 2010, in occasione del cinquantenario dalla sua fondazione. Diverse edizioni si svolsero al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Erano accompagnate dall'Orchestra sinfonica regionale.
Nuova fase e bando aperto
Oggi, il Festival si prepara ad affrontare una nuova fase della sua esistenza. L'obiettivo è riportare la canzone in lingua friulana nel cuore della città. Si integra all'interno di uno degli eventi più seguiti della regione. L'edizione 2026 promette un ritorno alle origini, con un'orchestra dal vivo diretta dal Maestro Rudy Fantin. L'organizzazione è affidata all'Associazione musicale e culturale Armonie Aps. Collabora Pregi Srl. Il fine ultimo è valorizzare la lingua e la cultura friulana. Questo avverrà attraverso la produzione di nuove opere musicali.
Il bando di partecipazione è già attivo. Possono concorrere brani inediti. Devono essere in lingua friulana. La durata massima consentita è di quattro minuti. La partecipazione è completamente gratuita. Le candidature dovranno pervenire entro il 15 giugno 2026. La segreteria del Festival è il destinatario delle proposte. Il comitato artistico vanta nomi di prestigio. Include i maestri Rudy Fantin, Marco Bianchi e Fabrizio Fontanot.
Una giuria di esperti del settore avrà il compito di selezionare i 15 brani finalisti. Questi saranno i protagonisti della serata conclusiva. Si esibiranno davanti al pubblico di Friuli Doc il 10 settembre. La giuria avrà anche il compito di decretare i vincitori. A presiederla sarà Enrico Brun. È autore, produttore e studio manager degli Rca Recording Studio di Milano. Al suo fianco, i quattro rappresentanti della direzione artistica: Mattia Mestroni, Rudy Fantin, Marco Bianchi e Fabrizio Fontanot. Completano la giuria figure di rilievo: Alessio Screm, giornalista e musicologo; Daniele Stolfo, delegato alle Relazioni esterne della Camera di commercio Pordenone-Udine ed esperto musicale; Nicola Angeli, giornalista e direttore di testate locali; Stefania Garlatti Costa, delegata dell’Ente Friuli nel mondo. Tutte le informazioni sul regolamento e sulle modalità di partecipazione sono consultabili sul sito ufficiale del Festival: www.festivaldellacanzonefriulana.it.
Udine capitale delle eccellenze
Alessandro Venanzi, vicesindaco di Udine, ha sottolineato l'importanza della scelta. Ospitare la serata finale all'interno di Friuli Doc è un segnale forte. «Parliamo infatti della più grande vetrina enogastronomica della regione», ha affermato Venanzi. «Capace ogni anno di richiamare migliaia di visitatori». Ha aggiunto: «Quale contesto migliore, dunque, per valorizzare e rilanciare la canzone in lingua friulana, portandola a contatto con un pubblico ampio, variegato e profondamente legato alle tradizioni del nostro territorio».
Per Venanzi, si tratta di un «connubio naturale tra cultura, musica e identità». Questo legame «rafforza ulteriormente il ruolo di Udine come capitale delle eccellenze friulane». La città si conferma così un centro nevralgico per la promozione delle specificità regionali.
Il friulano, una lingua viva
Mario Anzil, assessore regionale alla Cultura, ha evidenziato il valore del festival. «Il festival», ha commentato Anzil, «dimostra come il friulano sia una lingua viva». Ha aggiunto che è «capace di parlare anche al presente e ai giovani». Il friulano, secondo l'assessore, si integra perfettamente «ai grandi eventi, come in questo caso di Friuli Doc». Inoltre, è in grado di «raccontare la nostra storia e la nostra identità».
Anzil ha definito questo aspetto «elemento importante per noi, fautori della cultura di frontiera». Una cultura che guarda con favore alle identità oltre confine. Ma che, prima di tutto, «deve conoscere, rispettare e amare la propria identità». E, ha concluso, «cantarla, anche divertendo, come sa fare questo Festival della canzone friulana». L'evento si conferma quindi un veicolo fondamentale per la vitalità linguistica e culturale del Friuli.
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