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La Corte d'Appello di Trieste ha diminuito la condanna per un omicidio avvenuto a Udine. La pena è ora di 21 anni e sei mesi. La difesa valuta ricorso in Cassazione.

Udine: pena ridotta per omicidio di Capodanno

La Corte d'assise d'appello di Trieste ha emesso una nuova sentenza. La condanna per Anderson Vasquez Dipre, 37 anni, è stata ridotta. L'uomo era accusato di omicidio volontario. La vittima era Ezechiele Mendoza Gutierrez.

L'omicidio si è verificato a Udine. La data dell'evento era il primo gennaio 2024. La pena iniziale era di 27 anni e quattro mesi. La corte ha escluso la recidiva. Questo ha portato a una diminuzione della pena.

La difesa aveva richiesto una riqualificazione del reato. Si puntava all'omicidio preterintenzionale. La difesa ha annunciato un ulteriore ricorso. La destinazione sarà la Corte di Cassazione.

Provvisionale per i familiari della vittima

I giudici di secondo grado hanno anche stabilito delle provvisionali. Queste sono state riconosciute per le parti civili. Si tratta dei familiari della vittima. La somma è stata fissata in 250mila euro per la madre. Al padre sono stati riconosciuti 200mila euro.

Questi importi rappresentano un primo risarcimento. La vicenda giudiziaria è ancora in corso. La decisione della Cassazione sarà determinante.

Dettagli sull'omicidio di Udine

Anderson Vasquez Dipre è cittadino dominicano. Era imputato per aver ferito mortalmente un connazionale. La vittima era Ezechiele Mendoza Gutierrez, di 31 anni. L'aggressione è avvenuta la notte di Capodanno.

L'arma utilizzata è stata descritta. Si trattava dello stelo tagliente di un bicchiere. Il colpo è stato fatale. L'omicidio è avvenuto nei pressi dei laghetti Alcione. La zona è situata a Udine.

La sentenza di primo grado aveva stabilito una pena più elevata. La corte d'appello ha rivalutato alcuni aspetti. L'esclusione della recidiva ha pesato sulla decisione finale. La difesa continua a sostenere la propria linea.

Il percorso giudiziario

Il processo di primo grado si era concluso con una condanna severa. La corte d'assise aveva inflitto 27 anni e quattro mesi. La difesa ha contestato questa sentenza. Ha presentato appello con richieste specifiche.

La riqualificazione in omicidio preterintenzionale avrebbe comportato una pena inferiore. L'intenzione omicida non sarebbe stata provata. La corte d'appello ha accolto parzialmente le istanze difensive. Ha ridotto la pena ma non ha riqualificato il reato.

Ora la parola passa alla Cassazione. Sarà compito dei giudici supremi valutare la correttezza della procedura. La sentenza d'appello potrebbe essere confermata o annullata. La vicenda giudiziaria è complessa.

Le parti civili e il risarcimento

Le parti civili, rappresentanti i familiari della vittima, hanno ottenuto un riconoscimento. Le provvisionali sono state stabilite in 250mila euro per la madre e 200mila euro per il padre. Questi importi sono un primo passo verso il risarcimento completo.

La giustizia cerca di dare un ristoro ai familiari. La perdita di un congiunto è un evento devastante. Il processo penale mira anche a stabilire la responsabilità civile. Le somme stabilite sono significative.

La decisione finale sul risarcimento avverrà dopo la sentenza definitiva. La Cassazione avrà un ruolo anche in questo aspetto. La vicenda continua a tenere banco a Udine.

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