Il Tribunale di Udine ha emesso condanne per un totale di quasi 40 anni per cinque membri del clan Braidic. Le accuse includevano associazione a delinquere, furti, rapine e riciclaggio. La sentenza riconosce l'aggravante del vincolo associativo.
Clan Braidic, pene severe a Udine
Il Tribunale di Udine ha pronunciato una sentenza di primo grado nei confronti di cinque persone legate al clan Braidic. Le pene complessive ammontano a 39 anni e 8 mesi di reclusione. Le condanne individuali variano in base alle responsabilità accertate.
Gli imputati erano accusati di associazione a delinquere. Le attività illecite contestate comprendevano furti, rapine e riciclaggio di denaro. Sono stati giudicati anche reati finanziari commessi dal gruppo.
Il collegio giudicante, presieduto da Carla Missera, era composto anche da Giovanna Zingirian e Concetta Bonasia. La corte ha esaminato 17 episodi specifici. Alcuni di questi episodi sono stati dichiarati estinti per remissione di querela da parte delle persone offese.
Riconosciuta l'aggravante del vincolo associativo
La Corte ha riconosciuto la sussistenza dell'aggravante legata al vincolo associativo. Questo significa che è stata provata l'esistenza di una struttura organizzata dedita ai reati.
Claudio Braidic, identificato come capofamiglia, non è stato riconosciuto come capo dell'organizzazione. La sua pena è di 8 anni e 9 mesi di reclusione. I suoi figli, Thomas e Tatiana, hanno ricevuto condanne rispettivamente a 8 anni e 10 mesi e 6 anni e 8 mesi.
Manuel Braidic, compagno di Tatiana, è stato condannato a 7 anni di reclusione. Katerina Kari, compagna di Thomas, dovrà scontare 8 anni e 5 mesi di carcere.
Richiesta del PM e sequestro beni
La richiesta formulata dal pubblico ministero, Andrea Gondolo, era significativamente più alta. Il PM aveva sollecitato pene per un totale di 70 anni per gli imputati.
Durante le indagini, sono stati sequestrati diversi beni appartenenti al clan. Tra questi, spicca Villa Giuseppe a Pradamano. Questa villa era considerata il luogo dove il clan attirava le vittime delle truffe.
I beni sequestrati sono stati successivamente confiscati. L'unica eccezione riguarda un immobile situato a Manzano, che non è stato oggetto di confisca.