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L'artigianato friulano vive una fase di rinascita, con quasi 2.000 nuove imprese nate nel 2025. Il ricambio generazionale è una realtà, con un terzo delle nuove attività guidate da giovani.

Artigianato friulano: un settore in crescita

Il settore artigiano del Friuli Venezia Giulia sta vivendo un momento di forte vitalità. Il "saper fare" tradizionale si sta rinnovando, proiettando il comparto verso il futuro. L'artigianato si conferma un pilastro dell'economia regionale. Nel corso del 2025, sono state avviate 1.957 nuove realtà artigiane. Questo dato consolida un trend positivo che vede un saldo favorevole tra aperture e chiusure da ormai due anni. La regione guarda con attenzione alle proprie radici storiche, ma punta con decisione sull'innovazione. Questo equilibrio permette al settore di prosperare.

La forza di questo comparto risiede nella sua capacità di adattamento. Le nuove imprese nascono spesso da idee innovative, ma con un forte legame con le tradizioni locali. Questo connubio è fondamentale per la crescita sostenibile. Il Friuli Venezia Giulia ha una lunga storia di eccellenza artigianale. Questa eredità viene ora raccolta da una nuova generazione di imprenditori. Le istituzioni regionali stanno supportando questo processo. L'obiettivo è garantire la competitività del settore.

La resilienza dimostrata dal settore artigiano è notevole. Nonostante le sfide economiche globali, le imprese continuano a nascere e a prosperare. Questo successo è frutto di un impegno costante e di una visione strategica. Il "saper fare" non è un concetto statico. Si evolve continuamente, integrando nuove tecnologie e metodologie. L'artigianato friulano è un esempio di questa evoluzione positiva. La sua capacità di reinventarsi è la chiave del suo successo duraturo.

Giovani al timone: il ricambio generazionale

Un dato particolarmente incoraggiante riguarda il ricambio generazionale. Attualmente, una nuova impresa artigiana su tre è gestita da giovani. Questo fenomeno indica un rinnovato interesse verso i mestieri artigianali. I giovani vedono nell'artigianato un'opportunità concreta di realizzazione professionale. La loro energia e le loro idee fresche stanno portando una ventata di innovazione. Questo dinamismo è essenziale per il futuro del settore. La Confartigianato Imprese Udine ha celebrato questo slancio. La festa di San Giuseppe Artigiano è stata l'occasione per riconoscere questo impegno.

La scelta di celebrare questa ricorrenza in un luogo simbolico come l’Isis D’Aronco di Gemona sottolinea l'importanza del passaggio di testimone. La premiazione di 26 eccellenze artigiane ha rappresentato un momento di connessione. Si è celebrata la continuità tra i maestri del passato e i professionisti del futuro. Questo evento ha messo in luce le storie di successo. Ha anche evidenziato il potenziale ancora inespresso del settore. I giovani artigiani stanno dimostrando grande competenza e passione. Stanno portando avanti un'eredità preziosa.

L'entusiasmo dei giovani è contagioso. Le loro imprese spesso integrano nuove tecnologie. Utilizzano strumenti digitali per la progettazione e la produzione. Questo approccio moderno non sminuisce il valore del lavoro manuale. Anzi, lo potenzia, rendendo i prodotti più competitivi. La regione Friuli Venezia Giulia sta investendo in programmi di formazione. Questi mirano a preparare i giovani alle sfide del mercato. L'obiettivo è creare un ecosistema favorevole all'innovazione artigianale. I risultati ottenuti finora sono molto promettenti.

Memoria e futuro: l'eredità del terremoto

La celebrazione di San Giuseppe Artigiano quest'anno ha avuto un significato speciale. È caduto nel 50° anniversario del devastante terremoto del 1976. Questo evento ha segnato profondamente il Friuli Venezia Giulia. La scelta di Gemona come sede della cerimonia non è stata casuale. Gemona è una città simbolo della ricostruzione. Gli artigiani furono in prima linea nell'opera di riedificazione dopo le scosse. Il presidente di Confartigianato Udine e Fvg, Graziano Tilatti, ha sottolineato questo legame. Ha definito Gemona «la città simbolo di quell'operosità».

Tilatti ha evidenziato l'importanza di trovarsi in una scuola. Le scuole sono i luoghi dove si formano le future generazioni. Sono anche i centri dove si elaborano le risposte alle sfide attuali. Queste sfide sono di natura geopolitica e tecnologica. Il presidente ha espresso preoccupazione per gli scenari internazionali. Ha lanciato un appello per la pace in Medio Oriente. La guerra in Iran, secondo Tilatti, danneggia tutti. Colpisce duramente il settore artigiano attraverso l'aumento dei costi energetici. La pace è necessaria per poter costruire il futuro.

Il ricordo del terremoto del 1976 serve da monito. Mostra la fragilità del territorio e l'importanza della solidarietà. Ma dimostra anche la straordinaria capacità di ripresa della comunità friulana. Gli artigiani hanno giocato un ruolo cruciale in quella ripresa. Hanno ricostruito non solo edifici, ma anche speranze. Oggi, a distanza di cinquant'anni, il settore artigiano è più forte che mai. Ha superato le macerie fisiche ed economiche. È pronto ad affrontare le nuove sfide del futuro. La memoria storica è una guida preziosa.

Innovazione e intelligenza artificiale nell'artigianato

L'innovazione è stata il tema centrale degli interventi. Il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, ha definito le botteghe artigiane come «la prima Università del saper fare». Ha però anche sottolineato come l'Intelligenza Artificiale (IA) non debba essere vista con timore. L'IA, secondo Granelli, può potenziare il lavoro degli artigiani. Questo è possibile solo se basata sui valori fondamentali del settore: coraggio e solidarietà. L'integrazione dell'IA deve essere guidata da principi etici.

Questo concetto è stato ribadito dai rappresentanti delle istituzioni. L'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e l'assessore alle Finanze, Barbara Zilli, hanno confermato l'impegno della Regione. Il comparto artigiano conta attualmente 27.704 imprese attive. Rappresenta il 32% del tessuto imprenditoriale totale della regione. Impiega oltre 70mila addetti. La maggior parte di questi (il 74%) è concentrata nelle province di Udine e Pordenone. La Regione è attenta a sostenere questo settore strategico.

L'IA può offrire strumenti potenti per migliorare l'efficienza. Può aiutare nella personalizzazione dei prodotti e nell'ottimizzazione dei processi produttivi. Tuttavia, è fondamentale che la tecnologia rimanga al servizio dell'uomo. L'artigiano deve mantenere il controllo creativo e decisionale. L'obiettivo è un'integrazione armoniosa. L'IA deve supportare, non sostituire, la maestria artigianale. La formazione continua è essenziale per acquisire le competenze necessarie. Questo permetterà agli artigiani di sfruttare appieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.

Il ruolo sociale dell'artigiano e la resilienza

Oltre ai numeri, è emerso con forza il ruolo sociale dell'artigiano. Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, ha evidenziato questo aspetto. L'impresa artigiana è «sinonimo di benessere e sicurezza nei nostri paesi». L'artigiano è un presidio del territorio. Non delocalizza, ma resta radicato nella sua comunità. Questo legame crea stabilità e coesione sociale. Le botteghe artigiane sono spesso punti di riferimento nei piccoli centri.

Tra i 26 premiati, spiccano storie di grande resilienza. Un esempio è Giovanni Roncastri, titolare di un'officina meccanica a Gemona. La sua attività è attiva dal 1933. La sua storia è simbolo di una continuità che ha saputo superare le avversità. Ha attraversato le macerie del terremoto del 1976 e le successive crisi globali. La sua longevità testimonia la qualità del suo lavoro e la sua capacità di adattamento. Queste storie sono d'ispirazione.

Il confronto con il passato rende evidente la solidità del settore. Alla fine del 1975, le imprese artigiane erano 29mila, con 14mila nella sola provincia di Udine. Il terremoto del 1976 distrusse 450 attività e ne danneggiò altre 2.800. Mezzo secolo dopo, con quasi 28mila realtà operative, l'artigianato friulano ha dimostrato una straordinaria capacità di recupero. Ha completato non solo la ricostruzione fisica, ma anche quella economica. Si presenta al 2026 come una «struttura portante» dell'economia regionale. È pronto ad affrontare la transizione energetica e la digitalizzazione intelligente.

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