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Il settore terziario in Friuli Venezia Giulia rappresenta la spina dorsale dell'economia, generando quasi il 70% del valore aggiunto totale e impiegando la maggior parte della forza lavoro. L'analisi evidenzia l'interconnessione tra industria, servizi, cultura e turismo per una crescita sostenibile.

Il peso del settore terziario nell'economia regionale

Il comparto dei servizi genera una quota considerevole del valore aggiunto in Friuli Venezia Giulia. Si tratta del 69,2% del totale, che si traduce in circa 28,8 miliardi di euro. Questo settore impiega anche la maggior parte dei lavoratori, con il 67,9% degli addetti, pari a 358.300 persone.

Questi dati emergono dall'Osservatorio economico della Camera di commercio di Pordenone-Udine. Le informazioni sono state presentate a Udine. La lettura dei dati è stata aggiornata con la prospettiva del 'Sense of Fvg'. Questo approccio allargato include i servizi, la cultura e il turismo all'interno del concetto di 'Made in'.

Industria e servizi: un legame indissolubile

Il presidente della Camera di commercio, Giovanni Da Pozzo, ha sottolineato l'importanza di aggiornare la visione della struttura produttiva. Ha affermato che «industria e terziario sono due facce della stessa medaglia». Questa dichiarazione evidenzia la stretta interdipendenza tra i settori.

L'economia regionale mostra segnali di resilienza. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) regionale è previsto in crescita dello 0,5% per l'anno 2026. Lo ha spiegato Elisa Qualizza, responsabile del Centro Studi della Camera di commercio.

Il contributo di Made in Italy, cultura e turismo

I settori legati al 'Made in Italy' hanno un impatto significativo sull'export regionale. Essi rappresentano il 26,9% delle esportazioni totali. Il saldo commerciale per questi settori è positivo, pari a +2,7 miliardi di euro. La filiera culturale contribuisce con 2,2 miliardi. Anche il turismo mostra un saldo positivo, con +600 milioni di euro nella bilancia turistica.

L'economista Marco Martella ha osservato che l'economia globale non è in recessione, ma sta attraversando un cambiamento. La crescita rimane robusta, ma è più orientata al capitale. Fattori come il debito, l'energia e le tensioni geopolitiche mantengono elevato il costo del capitale.

Una visione integrata per la crescita

Mariano Bella, direttore dell'Ufficio Studi di Confcommercio, ha evidenziato la necessità di superare le interpretazioni tradizionali dei territori. Ha promosso la prospettiva del 'Sense of Italy'. Secondo Bella, turismo ed export sono un sistema integrato. Un aumento dell'1% delle presenze turistiche può generare, nel medio termine, un incremento dello 0,5% nell'export di beni.

L'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ha riconosciuto la complessità della fase attuale per il Friuli Venezia Giulia. Ha però evidenziato la notevole capacità di tenuta della regione. La Regione ha stanziato circa 370 milioni di euro per le Attività produttive e il Turismo nel 2026.

Bini ha concluso sottolineando la necessità di scelte strategiche a livello europeo e nazionale. Queste scelte dovrebbero creare condizioni favorevoli alla crescita nel medio e lungo periodo.

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