Nel 2025, il Friuli Venezia Giulia ha visto una diminuzione delle nuove aperture di partita Iva, attestandosi a 8.134 unità. Questo dato segna un calo dell'1,5% rispetto all'anno precedente, discostandosi dalla tendenza nazionale leggermente positiva. L'analisi rivela dinamiche differenziate tra le province e i settori economici.
Calo generale delle nuove aperture
L'anno 2025 ha segnato un'inversione di tendenza per le nuove aperture di partita Iva in Friuli Venezia Giulia. Si contano 8.134 nuove attività avviate, con una flessione di 120 unità rispetto al 2024. Questo dato rappresenta una diminuzione dell'1,5% sul totale regionale.
A livello nazionale, il quadro è differente. La media italiana ha registrato un lieve incremento dello 0,4%. Il Friuli Venezia Giulia si posiziona quindi in controtendenza rispetto al resto del paese.
L'analisi dei dati, rielaborati dal ricercatore dell'Ires Fvg Alessandro Russo, evidenzia come la regione sia tornata a valori in linea con il periodo 2015-2019. Questo dopo due anni che avevano mostrato andamenti eccezionali.
Il 2020, infatti, fu pesantemente influenzato dalla pandemia. In quell'anno si registrarono appena 7.276 aperture. Il 2021, invece, vide una dinamica anomala legata soprattutto alla provincia di Gorizia.
La provincia goriziana registrò un aumento del 286%. Tale crescita fu attribuita esclusivamente al settore del commercio online. Questa anomalia aveva distorto la media regionale per quell'anno.
Dinamiche provinciali: Udine in calo, Gorizia e Trieste in crescita
Le variazioni territoriali all'interno del Friuli Venezia Giulia mostrano un quadro eterogeneo. Solo due province hanno registrato un aumento delle nuove partite Iva.
La provincia di Gorizia ha visto un incremento del 4,7%. Anche la provincia di Trieste ha evidenziato una crescita, seppur più contenuta, pari all'1,8%.
La provincia di Pordenone presenta un dato sostanzialmente stabile. Si è registrata una diminuzione di sole 14 unità rispetto all'anno precedente. Questo valore è quasi invariato.
La flessione maggiore si è concentrata nella provincia di Udine. Qui si è osservata una diminuzione del 4,9%. Questo si traduce in 179 aperture in meno rispetto al 2024.
La provincia di Udine rappresenta quindi il motore principale del calo regionale. La sua performance negativa ha pesato significativamente sul dato complessivo del Friuli Venezia Giulia.
Queste differenze provinciali riflettono dinamiche economiche locali specifiche. Fattori come la presenza di determinati settori produttivi o incentivi locali possono influenzare questi andamenti.
L'analisi storica mostra che la regione aveva già vissuto periodi di flessione. Tuttavia, il calo del 2025 si inserisce in un contesto di normalizzazione dopo picchi eccezionali.
Società di capitali in aumento, società di persone in forte calo
La diminuzione generale delle aperture nel 2025 ha interessato quasi tutte le forme giuridiche. L'unica eccezione è rappresentata dalle società di capitali.
Queste hanno registrato un aumento del 5,7%. Si tratta di 85 unità in più rispetto all'anno precedente. Questo dato indica una crescente preferenza per questo tipo di struttura societaria.
Al contrario, le società di persone hanno subito la flessione più marcata. La diminuzione è stata superiore a un quinto del totale. Si parla di un calo del 22,6%.
Anche le persone fisiche hanno mostrato una contrazione. Si sono registrate 101 aperture in meno, pari a una riduzione dell'1,6%.
Le persone fisiche costituiscono la maggioranza delle nuove attività. Rappresentano infatti il 76% del totale delle aperture.
Questo gruppo include sia le ditte individuali sia i lavoratori autonomi, compresi i liberi professionisti. La loro flessione ha quindi un impatto significativo sul dato regionale.
La diminuzione delle società di persone potrebbe essere legata a una minore propensione all'investimento o a una maggiore incertezza economica. Le società di capitali, invece, potrebbero offrire maggiore flessibilità o vantaggi fiscali.
L'aumento delle società di capitali potrebbe anche riflettere una tendenza verso strutture più consolidate e strutturate.
Persone fisiche: donne in crescita, uomini in calo. Over 50 in aumento
Analizzando più nel dettaglio la categoria delle persone fisiche, emergono ulteriori sfumature. Nel 2025, la contrazione ha riguardato esclusivamente le aperture effettuate dagli uomini.
Si è registrato un calo del 4,6% per le aperture maschili. Al contrario, le donne hanno mostrato un incremento delle nuove attività avviate, con un +3,2%.
Questo dato suggerisce una crescente partecipazione femminile al mondo dell'imprenditoria e del lavoro autonomo in Friuli Venezia Giulia.
La dinamica negativa ha interessato principalmente la fascia di età compresa tra i 36 e i 50 anni. In questo gruppo si è osservata una diminuzione dell'8,6%.
Al contrario, le aperture da parte di persone con più di 50 anni sono in crescita. Questo andamento è in linea con le dinamiche demografiche generali della regione.
L'invecchiamento della popolazione si riflette anche nelle nuove aperture di partita Iva. Le fasce d'età più mature sembrano mostrare un maggiore interesse verso l'attività autonoma.
Si osserva inoltre un ritorno alla crescita per la quota di aperture effettuate da under 35. Dopo un calo nel periodo 2015-2016, questa fascia d'età ha superato il 50% del totale nel 2025.
Questo trend positivo tra i giovani è probabilmente favorito dall'accesso al regime forfettario. Questo regime fiscale agevolato è molto diffuso tra le nuove aperture a livello nazionale.
Impatto del regime forfettario e delle provenienze estere
Il regime forfettario continua a giocare un ruolo cruciale nell'avvio di nuove attività. A livello nazionale, quasi la metà delle nuove aperture beneficia di questo regime.
Sebbene il dato regionale specifico non sia disponibile, è ragionevole supporre un impatto simile anche in Friuli Venezia Giulia. Questo regime semplificato attrae soprattutto i giovani imprenditori e i lavoratori autonomi.
Nell'ambito delle sole persone fisiche, un quarto delle nuove partite Iva è stato avviato da soggetti nati all'estero. Si tratta di 1.546 aperture su un totale di 6.178 persone fisiche.
La maggior parte di questi nuovi imprenditori stranieri proviene da Paesi europei non comunitari. Si contano 504 aperture da questa provenienza.
Rispetto al 2024, si è registrata una diminuzione di 79 aperture da questa specifica area geografica.
Tra le diverse provenienze, si nota un aumento delle aperture da parte di persone nate nel continente americano. Questo incremento è pari all'8,5%, corrispondente a 15 unità.
La presenza di imprenditori stranieri contribuisce alla diversità economica della regione. Le loro attività spaziano in vari settori produttivi.
Tendenze settoriali: commercio, professioni e agricoltura
L'analisi per settore produttivo richiede attenzione a causa della nuova classificazione Ateco2025. Questa è entrata in vigore dal primo gennaio 2025.
Il comparto del commercio, in particolare, ha subito modifiche significative. Pertanto, il confronto diretto con i dati del 2024 va fatto con cautela.
Il settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche si conferma il più dinamico. È qui che si avviano più frequentemente percorsi di lavoro autonomo o imprenditoriale.
Nel 2025, sono state registrate 1.540 aperture in questo settore in regione. Ciò rappresenta quasi un quinto del totale delle nuove partite Iva.
Questo comparto include sia le libere professioni regolamentate (come notai, avvocati, commercialisti) sia attività non regolamentate (come pubbliche relazioni, consulenza gestionale).
Si rileva una contrazione significativa nel settore delle costruzioni. La diminuzione è del 15,6%. Questo potrebbe essere collegato al ridimensionamento degli incentivi fiscali degli anni precedenti.
Anche l'agricoltura presenta una netta flessione. Il calo è del 16,5%. Questo settore sta proseguendo una tendenza negativa iniziata nel 2022.
Nel 2022, l'agricoltura aveva registrato un crollo del 32,2% in un solo anno. Attualmente, il numero di aperture è al minimo dal 2011, quando era più del doppio.
Da segnalare, infine, il numero elevato di aperture nell'ambito dell'istruzione. Questo settore ha costantemente superato le 300 unità nel triennio 2023-2025.