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La Regione Friuli Venezia Giulia destina oltre 242 milioni di euro per il triennio 2026-2028 al sostegno del commercio locale. Nonostante gli ingenti fondi e un nuovo Codice del commercio, le sfide legate a energia, affitti e ricambio generazionale rimangono critiche.

Nuovi fondi per il commercio di vicinato

La Regione Friuli Venezia Giulia ha annunciato un piano ambizioso. L'obiettivo è rivitalizzare il settore commerciale, con un focus particolare sui piccoli centri e sui centri storici. Sono stati stanziati oltre 242 milioni di euro. Questi fondi copriranno il periodo dal 2026 al 2028. Un nuovo Codice del commercio e del turismo è in fase di elaborazione. Si punta anche a espandere la rete dei distretti del commercio. L'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ha presentato le strategie. Ha però sottolineato che questi strumenti, da soli, non sono sufficienti.

Criticità attuali per le imprese commerciali

L'assessore Bini ha evidenziato le difficoltà quotidiane delle imprese. Tra queste spiccano l'eccessiva burocrazia. Anche i costi dell'energia rappresentano un peso notevole. Gli affitti elevati e il costo del lavoro aggravano la situazione. La difficoltà nel garantire il ricambio generazionale è un altro problema serio. Secondo Bini, queste criticità derivano da scelte politiche non effettuate negli ultimi vent'anni. Anche a livello europeo, le decisioni prese non hanno aiutato. È necessario un cambio di rotta.

L'assessore ha lanciato un appello. Bisogna riportare al centro le persone che lavorano e creano occupazione. È fondamentale costruire una solida rete di collaborazione. Questa rete dovrebbe unire istituzioni, imprese e associazioni di categoria. Solo così si potranno affrontare efficacemente le sfide del settore.

Distretti del commercio: investimenti e obiettivi

I distretti del commercio rimangono uno strumento prioritario. In Friuli Venezia Giulia, esistono già 25 distretti. Questi coinvolgono circa il 75% dei Comuni della regione. La Regione ha investito oltre 12 milioni di euro per rafforzare queste realtà. L'obiettivo è trasformarli in veri motori di sviluppo. Devono promuovere la rigenerazione urbana. Devono anche valorizzare i borghi e le aree commerciali.

Questi distretti fungono da catalizzatori per iniziative locali. Aiutano a coordinare gli sforzi tra i diversi attori economici. La loro espansione mira a coprire un territorio sempre più vasto. Questo permetterà di raggiungere anche i centri minori.

Sostegno ai negozi di vicinato e nuove misure

Particolare attenzione è rivolta al commercio di vicinato. Questi esercizi sono considerati presidi fondamentali. Hanno un ruolo importante non solo economico ma anche sociale. Attualmente è aperto un bando da 1,4 milioni di euro. Le domande possono essere presentate fino al 15 aprile. I contributi sono destinati a sostenere i piccoli esercizi. Possono coprire spese essenziali come stipendi, bollette e affitti.

Inoltre, è previsto un nuovo regolamento entro novembre 2026. Questo permetterà di estendere gli aiuti. Gli aiuti saranno disponibili anche per le aree dei centri più grandi. Queste aree stanno subendo un indebolimento commerciale progressivo. Si vuole evitare la desertificazione commerciale.

La necessità di fare sistema per i centri storici

Il messaggio finale dell'assessore Bini è chiaro. Le risorse finanziarie sono disponibili. La vera sfida consiste nel coordinare gli sforzi di tutti gli attori coinvolti. La valorizzazione dei centri storici dipende dalla capacità di fare squadra. È essenziale la collaborazione tra Comuni, imprese e associazioni locali. Solo un approccio corale può garantire risultati duraturi e significativi per il tessuto commerciale regionale.

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