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Un ventenne di Azzano Decimo è stato arrestato e trasferito in carcere dopo aver infranto per tre volte gli arresti domiciliari in quindici giorni. La misura cautelare è stata revocata a causa della sua inefficacia.

Fughe ripetute dai domiciliari ad Azzano Decimo

Un giovane di 20 anni è stato condotto nel carcere di Pordenone. Il provvedimento è scaturito da ben tre evasioni dagli arresti domiciliari in un arco temporale di soli 15 giorni. L'ordinanza è stata emessa dal Gip di Udine. I giudici hanno ritenuto inefficace la misura cautelare precedentemente disposta. I carabinieri hanno quindi proceduto all'esecuzione del provvedimento.

Il ragazzo, di nazionalità marocchina, era stato posto agli arresti domiciliari lo scorso 2 giugno. La misura era stata applicata a seguito di una rapina commessa a Codroipo, in provincia di Udine. Già pochi giorni dopo, il 4 giugno, i militari lo avevano intercettato in un'area rurale. Il giovane si era allontanato dalla sua abitazione senza autorizzazione. Dopo la convalida dell'arresto, era stato riammesso alla misura.

Braccialetto elettronico inefficace contro le evasioni

L'applicazione del braccialetto elettronico non è riuscita a dissuadere il ventenne. Il dispositivo di sorveglianza non ha impedito ulteriori allontanamenti. Il 18 giugno, il giovane è stato sorpreso mentre si trovava in auto con un'altra persona. Il giorno seguente, il 19 giugno, è stato nuovamente rintracciato. Questa volta si trovava nella città di Pordenone. Le continue violazioni hanno portato alla decisione del trasferimento in carcere.

La serie di evasioni ha evidenziato la necessità di un intervento più drastico. Le forze dell'ordine hanno agito prontamente per garantire la sicurezza pubblica. Il trasferimento nel carcere locale rappresenta la conseguenza diretta delle azioni del ventenne. La sua permanenza in carcere avrà inizio da subito. La vicenda si è conclusa con la sua detenzione.

Trasferimento in carcere per il 20enne evasore

Sabato scorso, il giovane è stato definitivamente trasferito nella casa circondariale di Pordenone. La decisione è stata presa dopo le ripetute violazioni della misura cautelare. La sua condotta ha reso impossibile il mantenimento degli arresti domiciliari. L'inefficacia del braccialetto elettronico è stata un fattore determinante. Le autorità hanno ritenuto necessario un provvedimento più severo. La sua evasione è avvenuta per tre volte in un breve lasso di tempo. Questo ha portato alla revoca della misura.

La rapina iniziale a Codroipo aveva dato il via alla procedura. La successiva evasione e il ritrovamento in area agreste avevano già destato preoccupazione. L'applicazione del braccialetto elettronico sembrava una soluzione. Tuttavia, il ventenne ha dimostrato di non rispettare le prescrizioni. Le fughe successive, una in auto e l'altra a Pordenone, hanno sigillato il suo destino. Il trasferimento in carcere è la conseguenza.

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