Il vescovo di Trieste, mons. Enrico Trevisi, ha sottolineato l'importanza di superare la paura e la diffidenza verso gli altri, promuovendo l'empatia e l'alternanza scuola-volontariato. L'educazione alla gratuità è fondamentale per costruire relazioni più solide e una società meno fragile.
Superare la paura con l'empatia
Mons. Enrico Trevisi, Vescovo della Diocesi di Trieste, ha espresso la necessità di coltivare un clima di maggiore apertura e comprensione reciproca. Ha evidenziato come una cultura incentrata sull'insicurezza possa portare all'isolamento. Questo isolamento, ha aggiunto, impedisce persino agli anziani di partecipare attivamente alla vita sociale. La paura, secondo il Vescovo, limita le potenzialità individuali e collettive. È fondamentale, quindi, passare da una mentalità diffidente a una basata sull'empatia.
Il prelato ha partecipato al convegno 'Insieme 2026-2027, la forza delle generazioni' tenutosi presso il MIB. L'evento mirava a esplorare strategie per rafforzare i legami intergenerazionali. Le sue parole hanno sottolineato la gravità di una società che si chiude in sé stessa. La mancanza di coraggio nell'interagire limita le esperienze positive. Questo vale soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.
Educazione alla gratuità e volontariato
L'educazione rappresenta il terreno fertile per implementare questi cambiamenti. Mons. Trevisi ha indicato l'alternanza scuola-volontariato come modello virtuoso. Alcuni istituti scolastici riconoscono crediti formativi ai giovani che si dedicano ad attività di volontariato. Il Vescovo ha enfatizzato che imparare il valore della gratuità in giovane età è cruciale. Chi non sperimenta la generosità da adolescente rischia di diventare un adulto focalizzato esclusivamente sul proprio tornaconto.
Questa formazione precoce alla gratuità è essenziale per prevenire la disgregazione dei legami familiari. Essa contribuisce a costruire una società più coesa e resiliente. L'educazione deve quindi promuovere attivamente questi valori. Altrimenti, le relazioni umane rischiano di impoverirsi. La fragilità sociale aumenta quando manca la capacità di donarsi agli altri senza aspettarsi nulla in cambio.
Le sfide della società digitale
Oggi, ha proseguito il Vescovo, la situazione è resa più complessa dalla digitalizzazione dei rapporti. La prevalenza delle interazioni online può portare a una rarefazione dei contatti umani diretti. Questo fenomeno rende più difficile comprendere appieno le emozioni altrui. Speranza, paura e dolore diventano concetti più astratti. La comprensione empatica ne risulta compromessa. La sfida è quindi notevole e richiede uno sforzo congiunto.
Mons. Trevisi ha concluso affermando che non esistono soluzioni semplici e immediate. Il progresso si ottiene attraverso un processo di tentativi ed errori. È necessario un impegno collettivo per costruire una società più empatica e interconnessa. L'apporto di tutti è indispensabile per affrontare queste sfide. La costruzione di un futuro basato sulla solidarietà richiede perseveranza e collaborazione.