A Trieste è stato proiettato un docufilm su Giulio Regeni. La madre Paola Deffendi ha espresso sollievo nel rivedere il figlio nella sua veste di ricercatore, dopo anni di accuse infamanti. L'evento sottolinea l'importanza della ricerca e dei diritti umani.
Proiezione docufilm su Giulio Regeni a Trieste
Un nuovo documentario intitolato 'Giulio Regeni-tutto il male del mondo' è stato presentato a Trieste. L'iniziativa è nata grazie alla Sissa, un'istituzione locale. L'evento si è svolto presso il teatro Miela.
La proiezione fa parte di una rassegna nazionale. Questa rassegna si intitola 'Le Università per la libertà di ricerca'. L'evento commemora dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni. La Sissa ha aderito con questa proiezione. L'evento è stato inserito nel festival Scienza e Virgola.
Le parole della madre di Giulio Regeni
Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, ha parlato dopo la visione del film. Ha dichiarato: «Questo documentario apre un percorso». Ha aggiunto: «Adesso finalmente rivedo Giulio ricercatore». Le sue parole sono state pronunciate in un momento di grande emozione. La madre ha sottolineato come la figura del figlio sia stata «infangata» in passato. Ora, invece, si torna a parlare di «ricerca, di diritti umani e di sicurezza».
La signora Deffendi era presente insieme al marito Claudio Regeni. La coppia ha assistito alla proiezione del documentario. La loro presenza ha reso l'evento ancora più significativo. La loro partecipazione è un forte segnale di continuità nella ricerca della verità.
Il sostegno della 'scorta affettiva' e della Sissa
Al termine della proiezione, i genitori di Giulio Regeni sono saliti sul palco. Sono stati accolti da un lungo e caloroso applauso. Hanno poi esposto uno striscione giallo. Lo striscione recava la scritta «Verità per Giulio Regeni».
Claudio Regeni ha espresso gratitudine per il sostegno ricevuto. Ha definito le persone che li hanno supportati «popolo giallo» o «scorta affettiva». Ha ringraziato la Sissa per il supporto fin dall'inizio. Ha ricordato una targa commemorativa dedicata a Giulio. Ha evidenziato la creazione di un movimento di sensibilizzazione. Questo movimento è rivolto a chi svolge lavori di ricerca. L'obiettivo è garantire la libertà di ricerca. La libertà di espressione e di movimento sono fondamentali.
Claudio Regeni ha aggiunto che il documentario può aiutare le future generazioni di ricercatori. Li aiuterà a portare avanti il rispetto dei diritti umani. La proiezione a Trieste rappresenta un ulteriore passo avanti. Questo passo è volto a mantenere viva la memoria di Giulio Regeni. Si punta a promuovere i valori per cui lui ha lavorato e vissuto.
L'importanza della libertà di ricerca
L'iniziativa promossa dalla Sissa a Trieste assume un'importanza cruciale. Sottolinea il legame tra università e libertà di ricerca. Questo tema è centrale nel dibattito attuale. La figura di Giulio Regeni è diventata un simbolo. Simboleggia la lotta per la verità e per la dignità dei ricercatori. Il documentario mira a sensibilizzare l'opinione pubblica. Vuole ricordare al mondo intero l'importanza di difendere i diritti fondamentali. La ricerca scientifica deve poter operare in un contesto di piena libertà. Senza timore di repressioni o censure. La memoria di Giulio Regeni continua a ispirare.
La proiezione a Trieste è un momento di riflessione collettiva. Un'occasione per ribadire l'impegno verso la giustizia. E per sostenere la causa dei diritti umani a livello globale. La presenza dei genitori è un monito potente. Ricorda a tutti la necessità di non dimenticare. E di continuare a lottare per la verità. La «scorta affettiva» dimostra la forza del legame umano. E la capacità della società civile di mobilitarsi.