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La Prefettura di Trieste ha avviato controlli antimafia in un cantiere del Porto Vecchio. L'ispezione mira a prevenire infiltrazioni criminali in un'area strategica per la riqualificazione urbana.

Controlli antimafia in un cantiere del Porto Vecchio

Personale specializzato ha effettuato un'ispezione mirata in un cantiere specifico. L'operazione è stata disposta dal Prefetto di Trieste, Giuseppe Petronzi. Hanno partecipato agenti della DIA di Trieste, della Questura, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Presenti anche ispettori del Lavoro.

L'area ispezionata riguarda l'opera pubblica identificata con il codice 22103. Il progetto si intitola «Il Porto Vecchio di Trieste: il nuovo rinascimento della città». Nello specifico, è stato controllato il sub-intervento «Parco Lineare Verde di Archeologia Industriale dal terrapieno di Barcola al centro storico».

Questi controlli rientrano nel quadro normativo del Codice antimafia. La normativa affida al Prefetto il compito di prevenire infiltrazioni mafiose. L'obiettivo è garantire la corretta esecuzione dei lavori pubblici.

Riqualificazione urbana e fondi PNRR nel Porto Vecchio

Il cantiere oggetto di ispezione fa parte di un vasto programma di riqualificazione. L'intervento mira alla rigenerazione urbana dell'intera area del Porto Vecchio. Sono previsti adeguamenti della pianificazione urbanistica. Si punta a una nuova progettazione degli spazi pubblici e dei servizi.

Il progetto include la ristrutturazione di immobili esistenti. Verranno realizzate opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Il valore complessivo degli interventi ammonta a centinaia di milioni di euro. Una parte significativa dei finanziamenti proviene dai fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Verifiche su lavoratori, mezzi e operatori economici

Durante l'ispezione, sono stati verificati il numero e i nominativi dei lavoratori presenti. Erano 26 persone impiegate. Sono stati controllati anche i 24 mezzi in uso. Sono stati identificati 12 operatori economici.

Questi soggetti sono impiegati dal Consorzio esecutore dell'appalto. È stata richiesta tutta la documentazione relativa ai subappalti. Sono state acquisite informazioni sui subaffidamenti e sulle forniture. L'intera filiera dell'appalto sarà oggetto di ulteriori approfondimenti.

L'azione si inserisce in un contesto di prevenzione antimafia. Si pone particolare attenzione alle attività considerate a rischio di infiltrazione della criminalità organizzata. I dati raccolti confluiranno in un'unica banca dati. Saranno inseriti nell'Osservatorio Centrale Appalti Pubblici della DIA.

Dettagli sull'appalto e precedenti criticità

La Prefettura ha ricordato che il committente dell'opera è il Comune di Trieste. La gara d'appalto è stata aggiudicata nel febbraio 2023. L'importo totale è di circa 23 milioni di euro. Di questi, 21 milioni sono finanziati dal Piano nazionale complementare (PNC) al PNRR.

I lavori sono stati affidati a un Raggruppamento di Imprese. Nel corso del 2023, l'appalto ha visto un provvedimento del Comune. Questo provvedimento prendeva atto dell'estromissione di un'impresa consorziata esecutrice. Tale impresa era destinataria di un provvedimento del Prefetto di Foggia.

Il provvedimento del Prefetto di Foggia aveva rigettato l'istanza di iscrizione nella white list. La motivazione riguardava la sussistenza di possibili tentativi di infiltrazione mafiosa. Attualmente, l'impresa è sottoposta a controllo giudiziario.