Un uomo di 62 anni è indagato a Trieste per aver messo a disposizione un immobile per l'uso di droghe da parte di minori. L'indagine è partita dopo la scomparsa di due adolescenti.
Minori e stupefacenti in un'abitazione privata
Un immobile di proprietà è stato trasformato in un punto di ritrovo. Qui, giovani venivano incoraggiati a consumare varie sostanze stupefacenti. L'uso di droghe come hashish e cocaina avveniva quotidianamente. I ragazzi potevano fermarsi anche per dormire nell'abitazione. Un uomo di 62 anni, residente a Trieste, è stato iscritto nel registro degli indagati. Le accuse riguardano l'agevolazione dell'uso di droghe da parte di minorenni. La polizia ha coordinato le indagini su mandato della Procura locale.
Indagine avviata da una denuncia di scomparsa
Le verifiche sono scaturite dalla denuncia di scomparsa di una ragazza di 14 anni. La giovane è stata successivamente ritrovata insieme a un'altra coetanea. Le due adolescenti hanno raccontato in stato di shock di essere state avvicinate da sconosciuti. L'incontro è avvenuto nella zona di Valmaura. Hanno poi riferito di essersi ritrovate nell'abitazione senza ricordare come. Sono riuscite a lasciare la casa dopo alcune ore. Questo episodio ha dato il via a un'indagine approfondita.
Collegamento tra frequentatori e rapine
Ulteriori accertamenti hanno permesso di stabilire un legame. Alcuni giovani assidui frequentatori dell'immobile sono stati collegati a due rapine. I colpi sono stati commessi a Trieste il 13 dicembre 2024. Le vittime includevano una giovane donna e altri tre uomini. È stato anche rapinato un supermercato. Le indagini hanno utilizzato intercettazioni ambientali e l'analisi di registrazioni video. Questo ha permesso di rafforzare il quadro probatorio contro i sospettati.
Lunga attività investigativa e sequestri
Le indagini hanno rivelato che i minorenni coinvolti nelle rapine si recavano nell'abitazione del 62enne. Lì venivano regolarmente ospitati. L'attività di polizia giudiziaria è stata condotta dal Commissariato San Sabba. Si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e ambientali. Sono stati effettuati servizi di osservazione, controllo e pedinamento. La polizia ha anche sequestrato sostanze stupefacenti. L'operazione si è protratta per oltre 3 mesi. Questo periodo ha permesso di raccogliere prove significative.