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A Trieste, il festival Bioest unisce natura e musica con piante che 'suonano' e calzature creative. L'evento si svolge questo fine settimana al Parco di San Giovanni.

Piante che creano musica e dialogo

Un evento unico a Trieste presenterà un mondo completamente naturale. Le piante diventeranno protagoniste musicali. La loro vibrazione verrà amplificata. Collaboreranno con musicisti umani.

Saranno presenti anche calzature innovative. Queste scarpe sono realizzate con scarti vegetali. L'iniziativa fa parte del XXXIV Bioest. È la fiera dedicata al naturale e al biologico.

L'associazione Bioest ha spiegato i dettagli. Le apparecchiature registrano la sensibilità delle piante. Questo permette un dialogo tra strumentisti e vegetali. Si crea un vero e proprio canto. Le piante hanno una loro voce. Sono esseri viventi senzienti.

Oltre cento espositori per un futuro sostenibile

Il festival non si limita alla musica vegetale. Sono previsti anche spettacoli teatrali. Ci saranno concerti dal vivo. Verranno organizzati laboratori interattivi. Si terranno conferenze tematiche.

Oltre cento espositori parteciperanno all'evento. Promuoveranno l'autoproduzione. Sosteranno l'economia circolare. Presenteranno prodotti naturali di vario genere.

Un momento speciale sarà il 'dialogo musicale'. Questo avverrà con l'albero di Kako. È un albero sopravvissuto alla bomba atomica di Nagasaki. Si trova nel Parco San Giovanni.

'Scarpe delle fate' da scarti vegetali

L'albero di Kako è stato piantato di fronte allo studio di Franco Basaglia. Questa iniziativa è parallela a Bioest. Si chiama EireneFest. È un festival dedicato al libro per la Pace e la non violenza.

Un'altra attrazione saranno le calzature particolari. Sono prodotte da scarti vegetali. Un'artigiana delle Marche presenterà le sue creazioni. Utilizza tessuti naturali.

Tra i materiali impiegati ci sono bucce d'arancia. Vengono usate anche foglie da tè. Non mancano i petali di rosa. Le calzature sono descritte come romantiche. Hanno un costo contenuto. Sono definite delle vere e proprie 'scarpe delle fate'.