Condividi
AD: article-top (horizontal)

Il presidente di Trieste Airport, Antonio Marano, sottolinea la necessità di integrare le infrastrutture dell'Alto Adriatico per competere a livello europeo. Mancano coordinamento e visione comune per creare un vero sistema logistico.

Integrazione infrastrutturale nell'Alto Adriatico

È fondamentale accelerare i processi di integrazione. Serve una visione che consideri l'Alto Adriatico come un'unica infrastruttura estesa. Lo ha affermato il presidente del Trieste Airport, Antonio Marano. Il suo intervento è avvenuto durante il convegno "Infrastrutture. reti e territorio a nordest. le connessioni strategiche per il paese". L'evento è stato promosso dal Gruppo editoriale Nem presso lo scalo aeroportuale triestino.

Le sfide globali attuali stanno ridisegnando le catene di valore. Anche la geografia della competitività è in trasformazione. Marano ha evidenziato come l'Alto Adriatico si trovi in una posizione unica. Viene definita una porta d'ingresso per l'Europa. Rappresenta un crocevia naturale tra il Mediterraneo, i Balcani e l'Europa centrale.

Un crocevia strategico ma frammentato

In questo territorio convivono diverse infrastrutture strategiche. Ci sono porti, aeroporti e interporti di rilevanza nazionale. Sono presenti anche corridoi ferroviari e autostradali. Tuttavia, questo non è sufficiente per garantire la competitività. Anche se le singole infrastrutture funzionano bene, la mancanza di integrazione impedisce un salto di qualità. Questo è indispensabile per competere con i grandi sistemi logistici europei.

Il Nordest possiede eccellenze riconosciute a livello internazionale. Manca però un adeguato livello di interoperabilità. Il coordinamento tra le diverse realtà è ancora insufficiente. Questo impedisce di trasformare l'Alto Adriatico in un vero e proprio sistema integrato. Marano ha concluso affermando che l'Alto Adriatico potrebbe diventare un laboratorio nazionale. Potrebbe sperimentare l'integrazione infrastrutturale. Per raggiungere questo obiettivo è però necessaria una visione comune.

La visione di Marano per il futuro

Il presidente Marano ha sottolineato come le sfide globali richiedano un approccio coordinato. Le dinamiche geopolitiche, energetiche e industriali stanno modificando il panorama economico. L'Alto Adriatico ha il potenziale per diventare un hub logistico di primaria importanza. La sua posizione geografica è un vantaggio competitivo naturale. Per sfruttare appieno questo potenziale, è necessario superare la frammentazione attuale.

L'integrazione delle infrastrutture non riguarda solo i trasporti fisici. Comprende anche la digitalizzazione e la semplificazione delle procedure. Creare un "sistema Alto Adriatico" significa ottimizzare i flussi di merci e persone. Significa ridurre i tempi e i costi. Questo permetterebbe di attrarre maggiori investimenti e di rafforzare la competitività del territorio. La collaborazione tra enti pubblici e privati è essenziale per raggiungere questi obiettivi.

Prospettive e sfide per il Nordest

Il convegno ha messo in luce le potenzialità del Nordest. Ha anche evidenziato le criticità esistenti. La necessità di una visione strategica condivisa è emersa con forza. Marano ha ribadito l'importanza di superare gli approcci campanilistici. Bisogna pensare all'Alto Adriatico come a un'unica entità logistica. Questo permetterebbe di sfruttare al meglio le sinergie tra i diversi nodi infrastrutturali.

La realizzazione di un vero sistema integrato nell'Alto Adriatico porterebbe benefici significativi. Non solo per il settore dei trasporti e della logistica. Si estenderebbero all'intera economia regionale e nazionale. L'obiettivo è quello di creare un corridoio efficiente. Un corridoio che colleghi efficacemente il Mediterraneo con l'Europa centrale. La fonte di queste dichiarazioni è il Gruppo editoriale Nem.

AD: article-bottom (horizontal)