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Il Friuli Venezia Giulia si prepara a ripristinare le Province con un nuovo disegno di legge. L'obiettivo è avvicinare il governo ai cittadini e restituire funzioni territoriali. Scopri i dettagli su costi e operatività.

Ritorno delle Province: un governo più vicino ai cittadini

È stato presentato un nuovo disegno di legge. Questo provvedimento mira a ricostruire un livello di governo territoriale. L'intento è quello di riavvicinare le istituzioni ai cittadini. Verranno riportate sul territorio funzioni regionali. Le comunità locali potranno scegliere democraticamente i propri rappresentanti.

L'assessore regionale Pierpaolo Roberti ha illustrato il ddl. La legge si intitola «Principi e norme del sistema Regione-Autonomie locali, istituzione e ordinamento Province del Fvg e soppressione degli Enti di decentramento regionale». La normativa attuale è la legge regionale 21/2019.

Nuovi enti provinciali: operatività e funzioni

Il provvedimento ripristina ufficialmente le Province in Friuli Venezia Giulia. La stesura del ddl è frutto di un ampio confronto. Sono stati coinvolti enti locali e portatori d'interesse. La riforma completa un percorso iniziato con gli Enti di decentramento regionale (Edr).

Gli Edr erano concepiti come struttura transitoria. Ora sono destinati a evolvere in nuovi enti di area vasta. L'operatività dei nuovi enti è prevista dal 1° gennaio 2027. Sarà garantita la continuità amministrativa. Ci sarà un trasferimento ordinato di personale, risorse e funzioni.

È stato scelto un approccio pragmatico e responsabile. Le Province avranno fin da subito le funzioni già svolte dagli Edr. Queste includono l'edilizia scolastica superiore e la viabilità ex provinciale. Si aggiunge la nuova funzione della Casa dei Comuni.

Ulteriori competenze potranno essere trasferite in futuro. Saranno valutati attentamente tempi, risorse e impatto sui servizi. L'obiettivo è rafforzare la rappresentanza dei territori. Si auspica una presenza delle Province negli organi di amministrazione delle società pubbliche.

Costi e impatto sui cittadini: nessun aggravio previsto

Non ci sarà alcun drenaggio di personale dagli enti locali. Il personale attualmente impiegato negli uffici che svolgono le funzioni provinciali sarà trasferito. Questo avverrà insieme al trasferimento delle funzioni stesse.

Il costo complessivo delle nuove Province è stimato in circa 105 milioni di euro all'anno. Questa spesa è già sostenuta dalla Regione. Non ci sarà quindi alcun aggravio di costi per i cittadini. Si tratta di una diversa organizzazione amministrativa.

L'intento è avvicinare ulteriormente i servizi ai territori. La composizione degli organi politici sarà definita da una legge elettorale specifica. La loro incidenza economica sarà molto contenuta. Il costo massimo previsto per gli organi politici è di 1,3 milioni di euro annui.

Questa cifra rappresenta meno dell'uno per cento del costo complessivo del sistema provinciale. Anche calcolato in eccesso, il dato dimostra che la riforma non mira a garantire maggiore rappresentanza democratica. Si punta piuttosto alla prossimità amministrativa e all'efficacia dei servizi.

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