Nuovi scavi a Trezzo sull'Adda, presso Villa Gina, hanno portato alla luce potenziali reperti archeologici. L'ex sindaco Danilo Villa solleva interrogativi sulla gestione della scoperta da parte del Comune, che appare poco informato e coinvolto.
Dubbi sui ritrovamenti archeologici a Villa Gina
L'ex primo cittadino di Trezzo sull'Adda, Danilo Villa, ha sollevato interrogativi. Ha presentato un'interrogazione per ottenere chiarimenti. Riguarda gli scavi eseguiti presso Villa Gina. Questi interventi erano volti alla manutenzione degli impianti. La successiva chiusura degli scavi ha destato perplessità.
Il Parco Adda Nord aveva precedentemente comunicato i ritrovamenti. Aveva parlato di un muro perimetrale in “borlanti”. Successivamente, è emersa quella che sembrava una cisterna. Si ipotizza un'origine romana per questi elementi.
La risposta del Comune all'interrogazione di Villa è stata definita dall'ex sindaco. L'ha giudicata come un tentativo di “chiarire tutto… senza chiarire nulla”.
Il Comune si dichiara spettatore passivo
Il Comune di Trezzo sull'Adda ha dichiarato di non aver ricevuto relazioni tecniche. Non ha ottenuto atti conclusivi dalla Soprintendenza. Ha ricevuto solo una richiesta. Doveva essere inserita l'area tra quelle a rischio archeologico nel Pgt. L'amministrazione non esprime alcuna valutazione sulla rilevanza del ritrovamento. Si affida a un generico “fidarsi”.
In merito alla mancata informazione ai cittadini, la posizione è netta. Non era necessario comunicare nulla. Il Comune stesso non era a conoscenza di dettagli. Nemmeno sul ripristino dell'area. Villa ha riassunto la situazione. Esiste un ritrovamento archeologico di importanza incerta. Il Comune non possiede documenti. Non è stato coinvolto nelle fasi iniziali. Non ha effettuato valutazioni. Non ritiene utile informare la cittadinanza.
Una certezza è emersa, però. L'area sarà classificata come “a rischio archeologico”. Questo conferma la presenza di qualcosa sotto terra. Mancano informazioni chiare sulla superficie. Sul futuro, la linea del Comune è attendista. Se altri interverranno, il Comune sarà “felice di partecipare”. A condizione, però, di essere avvisato preventivamente.
Ipotesi di una villa romana a Concesa
Anche l'ex assessore alla Cultura, Italo Mazza, è intervenuto sulla questione. Si è espresso sui possibili ritrovamenti di epoca romana. Sospetta che l'area possa nascondere qualcosa di più significativo di una semplice cisterna. Auspica una campagna di scavi approfondita.
Mazza ha ricordato precedenti ritrovamenti a Trezzo. Ha citato un insediamento di epoca romana in località San Martino. Venne scoperto negli anni '70. Rimane un pozzo in pietra, ora inglobato in un complesso condominiale. Il recente ritrovamento a Villa Gina solleva interrogativi simili.
L'ipotesi di una cisterna non convince pienamente Mazza. Le caratteristiche non sembrano corrispondere. Suggerisce uno studio approfondito con scavi seri. Questo potrebbe confermare l'ipotesi di una villa romana nel promontorio di Concesa. Sarebbe una grande fortuna per Trezzo, definita città d'arte. L'idea non è remota. Il promontorio, da Leonardo a Napoleone, era caratterizzato da splendide dimore.
A supporto delle sue tesi, Mazza cita un disegno di Leonardo da Vinci. Si trova alla Windsor Royal Library. È pubblicato nel suo libro “La casa sulla ripa di Concesa”. Il disegno mostra edifici preesistenti sul promontorio. Erano lì prima della villa di delizia.
Rimane da conciliare le competenze. I proprietari dell'area sono il Parco Adda Nord e il Comune di Trezzo. Mazza confida in un accordo. L'obiettivo deve essere la valorizzazione del sito. Un sito archeologico di rilievo porterebbe prestigio e vantaggi a tutte le parti coinvolte.