Una donna di 40 anni, con fragilità psichiche e sopravvissuta a un femminicidio, è stata sfrattata dalle case comunali di Trezzo. Il sindacato inquilini Sicet critica duramente la gestione dell'operazione, definendola "indecente" e "scena da film".
Critiche per lo sfratto di una donna fragile
La vicenda si è svolta nelle case popolari di via Mazzini a Trezzo. Il sindacato inquilini Sicet ha sollevato forti critiche riguardo allo sfratto di una donna di 40 anni. La donna soffre di problemi psichici ed è nota per essere scampata a un precedente tentativo di femminicidio. Il sindacato definisce l'operazione uno sfratto "indecente".
La situazione ha coinvolto diverse forze dell'ordine e servizi. Erano presenti carabinieri, polizia locale e vigili del fuoco. La scena è stata descritta come "da film" dal sindacalista Gianluigi Colombo. La gestione dell'evento è finita al centro di forti contestazioni.
La vicenda ha attraversato due amministrazioni comunali. È iniziata durante la Giunta Centurelli ed è terminata con la Giunta Torri. Colombo sostiene che l'intera procedura non avrebbe dovuto nemmeno avere inizio. Tutto è partito nel novembre 2023. In quel periodo è stata dichiarata la decadenza dell'assegnazione dell'alloggio. Successivamente è stata aperta una causa per morosità.
Dubbi sulla gestione della morosità
Un punto cruciale della controversia riguarda la gestione della morosità. Non è chiaro se sia stata effettuata la dovuta verifica. La normativa regionale prevede di distinguere tra morosità colpevole e incolpevole. Questa verifica sembra essere mancata.
Nel settembre 2025, era stato raggiunto un accordo con il Comune. L'accordo prevedeva un piano di rientro del debito. Le rate mensili stabilite erano di 200 euro. I pagamenti sono stati inizialmente ritardati. Tuttavia, sono stati poi sostenuti anche grazie al supporto dell'associazione Assalam.
Nel frattempo, sono emerse le condizioni di fragilità della donna. La sua situazione personale e sanitaria è stata documentata. Colombo ha spiegato che l'inquilina è seguita da anni dal Centro psico-sociale. Soffre di disturbi d'ansia e della personalità. Vive una situazione familiare molto complessa. Da fine 2025, inoltre, è rimasta senza reddito.
Aggressione e aggravamento delle condizioni
La situazione si è ulteriormente aggravata. Nel febbraio precedente, la donna è stata vittima di una grave aggressione. L'aggressore era il suo ex convivente. Questo episodio ha avuto un impatto significativo sul suo quadro clinico. Le sue condizioni di salute sono peggiorate.
Nonostante la presentazione di documentazione sanitaria. Nonostante la richiesta di rinvio avanzata dal Sicet il 19 marzo. La richiesta era motivata dall'attesa dell'esito per l'invalidità civile. Il Comune ha comunque deciso di procedere con lo sfratto.
Il sindacalista ha descritto la scena come "surreale". C'è stato un imponente dispiegamento di forze. Erano presenti carabinieri, polizia locale, pompieri, sanitari, un ufficiale giudiziario e tecnici comunali. La donna ha accusato un malore durante le operazioni. Dopo una visita medica, è stata immobilizzata su una barella. È stata poi trasportata all'ospedale.
Critiche alla soluzione abitativa post-sfratto
Una volta dimessa dall'ospedale, senza che fosse disposto un trattamento sanitario obbligatorio. La donna è stata ospitata da conoscenti. Il Comune aveva offerto un soggiorno in albergo per soli due giorni. Il sindacato ha ritenuto questa soluzione del tutto inadeguata. Per il Sicet, si è trattato di un "grave errore".
Si è aggiunta l'assenza di stabilità abitativa a una situazione già drammatica. Colombo ha richiesto un incontro con l'Amministrazione comunale. Ha sottolineato la necessità di affrontare la questione con urgenza.
Il sindaco Diego Torri ha difeso la decisione. Ha affermato che "il rispetto delle norme deve valere per tutti". Ha spiegato che la legge impone di tutelare sia il patrimonio comunale sia gli inquilini. Ha aggiunto che l'intenzione non è quella di abbandonare nessuno. Ha invitato la signora a rivolgersi ai Servizi sociali per ricevere assistenza.