Oscar Farinetti esprime fiducia nel futuro del vino italiano, sottolineando l'importanza del biologico e di una nuova narrazione per conquistare i giovani.
Farinetti: l'Italia ha un grande potenziale
Oscar Farinetti ha manifestato un incrollabile ottimismo riguardo al futuro dell'Italia. Ha ribadito il suo motto: «Ce la faremo». Questo spirito positivo deriva dalla sua adesione al pensiero del poeta Tonino Guerra, per cui «l'ottimismo è il sale della vita».
Durante un incontro dedicato al vino, tenutosi presso la Fondazione Benetton a Treviso, Farinetti ha condiviso la sua visione. Ha previsto che tra 15 anni l'Italia potrà raggiungere traguardi significativi. Ha citato i numerosi primati del Paese, dall'immenso patrimonio artistico alla straordinaria biodiversità agricola.
Ha evidenziato un dato impressionante: «Abbiamo 1.200 vitigni autoctoni», superando la Francia. L'Italia possiede inoltre notevoli ricchezze naturali. Queste risorse rappresentano una solida base per la crescita futura.
Strategie per il settore vitivinicolo
Tuttavia, Farinetti ha avvertito sulla necessità di agire «rapidamente». La competizione globale nel settore vitivinicolo si preannuncia «durissima». Ha indicato la produzione di vino biologico come una direzione strategica fondamentale.
Ha proposto l'uso della «chimica buona» per un'agricoltura completamente biologica. È essenziale anche un ritorno al lavoro manuale in campagna. Ha suggerito di puntare su vini a bassa gradazione alcolica, intorno ai 12 gradi. Bisogna inoltre rinnovare l'immagine e la narrazione del vino.
Questa bevanda, definita «la più buona della storia dell'umanità», necessita di un messaggio più accessibile. Il tono comunicativo dovrebbe essere «più friendly, informale ma autorevole». Anche l'estetica gioca un ruolo cruciale: «Il tappo a vite è il futuro».
Riconquistare i giovani e affrontare le sfide
Farinetti ha osservato che per le nuove generazioni il vino appare come un prodotto «da vecchi». Questo porta i giovani a preferire i superalcolici. È quindi imperativo creare una «nuova narrazione» per il vino.
Ha sottolineato l'urgenza di agire, considerando l'espansione geografica della produzione vinicola. Vini di qualità emergono ora in Sud Africa, Australia e nelle Americhe. Ha previsto che anche la Cina diventerà un produttore importante. L'Italia deve prepararsi offrendo innovazione e prodotti di altissima qualità.
Il settore affronta anche ostacoli significativi. Nel 2019, il 30% della popolazione mondiale considerava l'alcol dannoso. Nel 2025, questa percentuale è salita al 60%. L'Unione Europea ha persino etichettato il vino come cancerogeno.
A ciò si aggiunge un drastico aumento dei prezzi. Questi fattori hanno portato a un calo dei consumi: da 250 milioni di ettolitri nel 2019 a soli 200 milioni nel 2025. Sono andati persi circa «50 milioni» di ettolitri.