Le esportazioni dello Sportsystem veneto nel 2025 hanno subito una lieve flessione, ma il tessuto imprenditoriale si mostra solido. Emergono sfide legate all'invecchiamento della classe dirigente e alla necessità di maggiore ambizione sui mercati internazionali.
Calo export per lo Sportsystem veneto nel 2025
Le vendite all'estero del distretto dello Sportsystem in Veneto hanno registrato un calo dell'1,1% nel 2025. Il valore totale delle esportazioni si è attestato a 1,55 miliardi di euro. Questa flessione è stata influenzata da dinamiche contrastanti tra i vari settori merceologici.
Gli sport invernali e le attrezzature per l'alpinismo hanno mostrato una crescita dell'4,1%. Al contrario, le calzature sportive hanno subito una contrazione del 2,3%. Anche le biciclette e i loro componenti hanno registrato un calo del 4,5% nelle esportazioni.
Questi dati emergono da un'indagine condotta da Intesa Sanpaolo. La presentazione è avvenuta a Treviso. Il primo trimestre del 2026 mostra una situazione di sostanziale stabilità. Le vendite all'estero hanno raggiunto i 402 milioni di euro.
Guerra e mercati: impatto sui flussi commerciali
La situazione geopolitica ha avuto un impatto significativo sui flussi commerciali. La guerra in Iran ha determinato uno spostamento delle esportazioni verso i mercati europei. Sia l'Europa occidentale che quella orientale hanno visto un aumento degli scambi.
Contemporaneamente, si è verificata una contrazione delle vendite nei Paesi del Medio Oriente. Nel 2025, questi mercati avevano registrato un'interessante accelerazione delle esportazioni venete.
Questa riorganizzazione dei flussi commerciali evidenzia la volatilità dei mercati internazionali. Le imprese dello Sportsystem devono adattarsi rapidamente ai cambiamenti geopolitici per mantenere la propria competitività.
Struttura delle imprese e occupazione nel distretto
Il distretto dello Sportsystem conta oggi 532 sedi operative e 173 filiali. L'occupazione totale si aggira intorno ai 7.700 addetti. Il quadro generale mostra una tendenza verso il consolidamento delle imprese di dimensioni medio-grandi.
Il 60% degli occupati lavora in realtà aziendali con più di 50 dipendenti. Questo dato indica una crescente concentrazione di forza lavoro nelle aziende più strutturate.
Questo fenomeno potrebbe portare a una maggiore efficienza produttiva. Tuttavia, richiede anche strategie mirate per supportare le piccole e medie imprese del settore.
Invecchiamento imprenditoriale e sfide future
Parallelamente al rafforzamento delle strutture aziendali, si osserva un progressivo invecchiamento della classe imprenditoriale. Negli ultimi 10 anni, la percentuale di titolari con età superiore ai 70 anni è passata dal 10% al 15%.
Allo stesso tempo, la fascia d'età tra i 30 e i 49 anni è diminuita, scendendo al 25%. Questo dato solleva interrogativi sulla successione generazionale e sul ricambio alla guida delle imprese.
Gianni Frasson, presidente della Fondazione Sportsystem, sottolinea l'importanza di essere consapevoli di queste tendenze. Ha dichiarato che «l'Europa ha ancora le capacità e le opportunità di svolgere il suo ruolo».
Frasson ha inoltre aggiunto che, rispetto agli interlocutori asiatici, le imprese venete dovrebbero essere «più ambiziosi ed agguerriti». L'obiettivo è anche quello di acquisire «conoscenze e tecnologie che ci mancano».
Queste dichiarazioni evidenziano la necessità di un approccio proattivo. Le imprese devono investire in innovazione e formazione per affrontare le sfide future e cogliere nuove opportunità di crescita sui mercati globali.