L'Avis di Treviso ha tenuto la sua 69esima assemblea provinciale, riunendo 300 delegati. L'associazione chiede semplificazioni per le donazioni, soprattutto di plasma, e affronta criticità come la carenza di personale sanitario.
Assemblea Avis: 300 soci per il futuro del dono
Sabato 28 marzo si è svolta a Treviso la 69esima assemblea provinciale di Avis. L'evento ha visto la partecipazione di 300 soci delegati. Essi rappresentavano le 88 sezioni Avis della Marca Trevigiana. Complessivamente, l'associazione conta 31.517 soci attivi. L'incontro è stato un momento cruciale per analizzare l'attività svolta nel 2025. Si è discusso anche delle prospettive future per l'organizzazione.
Il presidente provinciale, Paolo Zanatta, ha presentato i dati aggiornati sull'attività. Il quadro generale mostra segnali incoraggianti. Particolarmente positivo è stato il fronte della raccolta di plasma. Anche il coinvolgimento di nuovi donatori ha registrato un buon andamento. L'associazione guarda al futuro con un occhio attento alle evoluzioni del sistema sanitario.
Raccolta plasma in crescita, ma serve più personale
Nel corso del 2025, sono state raccolte 44.060 unità di emocomponenti. Si è registrata una lieve flessione dell'1,9% rispetto all'anno precedente. Questo calo è attribuibile principalmente alla raccolta di sangue intero. Il dato si inserisce in un contesto di cambiamento del sistema trasfusionale. Questo sistema è sempre più orientato verso una programmazione mirata delle donazioni.
In controtendenza, emerge con forza il dato positivo della raccolta di plasma. Sono state raccolte 8.240 sacche di plasma. Questo dato segna un incremento del +2,8%. Anche la raccolta di piastrine ha visto una crescita, attestandosi a +0,6%. Questa tendenza conferma l'orientamento verso donazioni strategiche. Queste sono fondamentali per la produzione di farmaci plasmaderivati. Mirano anche al raggiungimento dell'autosufficienza nazionale.
Si registra un segnale incoraggiante anche sul fronte dei nuovi donatori. Nel corso del 2025, ci sono stati 2.011 nuovi ingressi. Questo dato rappresenta un aumento dello 0,6% rispetto al 2024. Nonostante questi progressi, persistono criticità significative. Queste incidono sull'organizzazione e sulla capacità di raccolta dell'Avis.
L'appello di Avis: più risorse e meno attese
La carenza di personale sanitario nei centri trasfusionali continua a rappresentare un limite concreto. Questo problema si acuisce in particolare durante i fine settimana. Sono i giorni in cui si concentra la maggiore disponibilità dei donatori. Avis rinnova quindi il proprio appello. Si chiede a Ulss 2 e Regione Veneto di adottare misure strutturali. Tra queste, il rafforzamento degli organici sanitari. Si auspica la definizione di standard minimi di personale. È inoltre richiesta l'introduzione di strumenti per ampliare l'offerta di donazione. L'obiettivo è ridurre i tempi di attesa, soprattutto per la donazione di plasma.
L'assemblea associativa ha anche sottolineato l'importanza strategica del ricambio generazionale. Il coinvolgimento dei giovani è fondamentale. Non solo come nuovi donatori, ma come parte attiva della vita associativa. Il lavoro svolto nelle scuole e sul territorio continua a essere uno strumento efficace. Mira a costruire una cultura del dono consapevole e duratura nel tempo.
Zanatta: «Semplificare per valorizzare il dono»
Paolo Zanatta, presidente di Avis Provinciale Treviso, ha commentato i risultati. «L'aumento della raccolta di plasma è un segnale importante», ha affermato. «Va nella direzione indicata dal sistema sanitario, ma non è ancora sufficiente a garantire l'autosufficienza». Ha sottolineato la necessità di rafforzare la collaborazione con l'Ulss 2. Serve un dialogo costruttivo e leale. Bisogna intervenire su aspetti organizzativi concreti. Tra questi, la gestione più uniforme delle sospensioni temporanee. Altro punto cruciale è la riduzione dei tempi di attesa per la comunicazione delle idoneità alla donazione.
«È necessario inoltre ampliare gli spazi per le visite di idoneità dei nuovi donatori», ha proseguito Zanatta. «E garantire un maggiore accesso alle macchine per l'aferesi, per la raccolta di emocomponenti come il plasma». Questo è particolarmente importante nei fine settimana. Sono i momenti in cui la disponibilità dei donatori è maggiore. «Rendere il percorso di donazione più semplice, efficiente e accessibile significa valorizzare davvero la disponibilità dei cittadini», ha concluso il presidente. «Trasformarla in una risposta sempre più efficace del nostro sistema sanitario ai bisogni di salute della comunità». Avis Provinciale Treviso conferma il suo ruolo fondamentale. Supporta il sistema sanitario e la comunità. Si impegna a garantire continuità, qualità e sicurezza nella raccolta. Promuove i valori della solidarietà e della cittadinanza attiva.