Il Veneto orientale ha registrato un'impennata dell'export nel primo semestre del 2026, con un incremento dell'8,2%. La cantieristica navale si conferma motore principale di questa crescita, superando il dato regionale.
Crescita dell'export nel Veneto orientale
Nel periodo gennaio-giugno 2026, le esportazioni del Veneto orientale hanno raggiunto la cifra di 19,9 miliardi di euro. Questo dato rappresenta un aumento significativo dell'8,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il ritmo di espansione supera di ben due volte la media regionale, che si attesta al +4,1%.
A trainare questa performance positiva sono state in particolare le vendite nel settore della cantieristica navale. Queste hanno generato un valore di 1,2 miliardi di euro nel primo trimestre dell'anno. L'ufficio studi di Confindustria Veneto Est ha evidenziato questo dato, sottolineando però che, escludendo l'impatto della cantieristica, la crescita tendenziale si attesta a un più contenuto +1,7%. Questo dato rimane comunque superiore all'1,2% registrato per l'intera regione.
Dinamiche commerciali e aree geografiche
Analizzando il secondo trimestre del 2026, la crescita annua dell'export nel Veneto orientale si è attestata al 3,1%. Sul semestre, l'incremento è stato guidato in modo preponderante dalle vendite verso i mercati extra-UE, che hanno segnato un notevole +16,1%. Anche le esportazioni verso l'area UE hanno mostrato un trend positivo, aumentando del 3,3%.
Il saldo commerciale complessivo per il Veneto orientale si è mantenuto ampiamente positivo, attestandosi a 2,9 miliardi di euro. Questo indica una bilancia commerciale favorevole per le imprese del territorio.
Prospettive e strategie future
Paola Carron, Presidente di Confindustria Veneto Est, ha commentato i risultati con soddisfazione. Ha lodato la capacità delle imprese locali di affrontare le sfide globali e di competere grazie alla qualità dei prodotti e alla flessibilità nel riorientare strategie di vendita e acquisto. Ha però messo in guardia dal dare per scontata questa resilienza in futuro.
«Le imprese del nostro territorio hanno dimostrato di saper resistere agli shock e di essere capaci di competere anche in una fase di incertezza globale senza precedenti», ha dichiarato Carron. «Ma la resilienza di oggi non è però generalizzata e non può essere data per scontata domani.»
La Presidente ha evidenziato come la crescita degli scambi commerciali si stia concentrando sempre più in aree geografiche in espansione. Queste includono la Cina, che sta aumentando produzione, domanda, investimenti e capacità tecnologica. Ha espresso preoccupazione per il rischio che l'Europa rimanga ai margini di questo sviluppo. La Cina, secondo Carron, sta invadendo i mercati con beni a basso costo ma alta tecnologia, influenzando anche il territorio veneto.
Per l'Italia e per il Veneto, che puntano molto sull'industria e sull'apertura internazionale, la risposta non può essere una maggiore chiusura. È necessaria invece una nuova strategia focalizzata sulla competitività. Questa dovrebbe includere maggiori investimenti, un forte impulso all'innovazione e una maggiore autonomia strategica, specialmente nei settori dell'energia e dell'intelligenza artificiale.