Cultura

Trevi: Teatro contro le mafie, "La grande menzogna" al Clitunno

18 marzo 2026, 12:26 6 min di lettura
Trevi: Teatro contro le mafie, "La grande menzogna" al Clitunno Immagine generata con AI Trevi
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A Trevi, il Teatro Clitunno ospita uno spettacolo di impegno civile per commemorare le vittime delle mafie. L'evento, intitolato "La grande menzogna", mira a stimolare la riflessione sul depistaggio delle indagini sulla morte di Paolo Borsellino.

Teatro Clitunno: "La grande menzogna" contro le mafie

Il Teatro Clitunno di Trevi si prepara ad accogliere un evento di forte impatto emotivo e civile. Sabato 21 marzo, alle ore 21:00, andrà in scena lo spettacolo teatrale "La grande menzogna". L'iniziativa rientra nelle celebrazioni per la Giornata per le vittime delle mafie. L'associazione Nutrimenti Terrestri è l'artefice di questa rappresentazione.

Lo spettacolo è stato scritto e diretto da Claudio Fava. Sul palco, l'attore David Coco darà vita a una narrazione potente. L'evento rappresenta il secondo appuntamento della stagione di prosa trevana. Si tratta di un teatro che affronta temi di impegno civile. La rassegna mira a mantenere viva la memoria collettiva. Inoltre, vuole rafforzare la coscienza civica della comunità.

Le storie portate in scena hanno lo scopo di ricordare. Servono anche a denunciare ingiustizie. Soprattutto, spingono gli spettatori a una profonda riflessione. Questo evento segue la rappresentazione "La foto del carabiniere". Quest'ultima era dedicata alla Giornata della memoria. Ora, "La grande menzogna" affronta un altro capitolo doloroso della storia italiana.

Il depistaggio sulla morte di Borsellino al centro della scena

Il fulcro dello spettacolo "La grande menzogna" è il depistaggio. Si concentra sul "furto di verità" subito dal Paese. Questo furto è legato alla morte del giudice Paolo Borsellino. La sua tragica scomparsa è stata circondata da un groviglio di menzogne. Testimoni falsi, amnesie inspiegabili, sorrisi furbi e processi viziati hanno caratterizzato le indagini. A ciò si aggiungono infiniti silenzi. E, infine, menzogne sfacciate e ripetute.

Il testo di Claudio Fava non si propone come un'analisi dettagliata del depistaggio. Non mira a essere un'operazione di teatro pedagogico. L'obiettivo primario è quello di essere un'invettiva. Un grido contro l'insabbiamento e la distorsione dei fatti. La narrazione si concentra sulla figura di Borsellino. Non viene rappresentato nel momento della sua agonia o della sua morte.

Al contrario, lo spettacolo lo ritrae nella condizione di chi non c'è più. Una prospettiva che permette un riepilogo degli eventi. Il tutto avviene con un distacco divertito. È il distacco di chi osserva da un'altra dimensione. Una dimensione che va oltre il tempo e lo spazio terreno. Questa scelta narrativa offre una chiave di lettura inedita. Permette di comprendere la portata delle menzogne. E il loro impatto sulla memoria storica.

Informazioni sui biglietti e la stagione teatrale a Trevi

Per rendere lo spettacolo accessibile a un pubblico più ampio, sono previste tariffe agevolate. Il biglietto intero ha un costo di 18 euro. Esiste una tariffa ridotta per gli spettatori under 26 e over 65. Per queste categorie, il biglietto costa 15 euro. Una promozione speciale è riservata ai giovanissimi. I biglietti per gli under 18 costano solamente 1 euro.

Le prevendite sono attive sulla piattaforma VivaTicket. Per qualsiasi informazione aggiuntiva, è possibile contattare la segreteria organizzativa. L'indirizzo email di riferimento è info@teatroclitunnotrevi.it. La stagione teatrale è promossa da Teatro al Centro (Tec). Questa realtà è un collettivo di diverse realtà teatrali.

Tra i membri di Teatro al Centro (Tec) figurano nomi importanti del panorama artistico. Tra questi, il Carlo Emilio Lerici, Roberto Biselli, Germano Rubbi, Francesco Verdinelli, Riccardo Leonelli, il Teatro Belli, il Teatro di Sacco, i Magazzini Artistici e Povero Willy. La collaborazione con l'amministrazione comunale di Trevi è fondamentale. Garantisce la realizzazione di un programma culturale di alto livello.

Il programma completo della stagione è consultabile sul sito ufficiale www.teatroclitunnotrevi.it. La città di Trevi, in provincia di Perugia, si conferma così un importante centro culturale. Offre occasioni di crescita e riflessione attraverso l'arte teatrale. L'impegno civile trova spazio sul palco del Teatro Clitunno. Un luogo dove le storie importanti vengono raccontate. E dove la memoria viene preservata.

L'importanza della memoria e dell'impegno civile

La scelta di portare in scena "La grande menzogna" in occasione della Giornata per le vittime delle mafie non è casuale. È un modo per onorare la memoria di coloro che hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro la criminalità organizzata. Figure come Paolo Borsellino e Giovanni Falcone sono simboli di integrità e coraggio. La loro eredità deve essere preservata.

Il teatro, in questo contesto, diventa uno strumento potente. Permette di affrontare temi complessi e dolorosi. Lo fa in modo accessibile e coinvolgente. La narrazione di Claudio Fava, attraverso la regia di David Coco, mira a scuotere le coscienze. Vuole stimolare una reazione. Un rifiuto netto di fronte a ogni forma di ingiustizia e occultamento.

Il depistaggio delle indagini sulla strage di Via D'Amelio è uno degli aspetti più oscuri della storia recente italiana. Ha gettato un'ombra sulla giustizia. Ha alimentato sfiducia nelle istituzioni. Raccontare queste vicende è un atto di responsabilità. È un modo per non dimenticare. E per chiedere che la verità venga finalmente a galla.

La presenza di biglietti a 1 euro per gli under 18 è un segnale importante. Dimostra la volontà di coinvolgere le nuove generazioni. Sono loro il futuro. È fondamentale che crescano con una solida coscienza civica. Che comprendano l'importanza della legalità. E che sappiano riconoscere e contrastare le mafie in ogni loro forma.

Trevi, con questa iniziativa, si unisce a tante altre realtà sul territorio nazionale. Che utilizzano la cultura come arma di contrasto. Il teatro d'impegno civile è una forma d'arte che non teme di affrontare le sfide. Anzi, le abbraccia. Per costruire una società più giusta e consapevole. La rappresentazione di "La grande menzogna" è un tassello fondamentale in questo percorso.

La stagione del Teatro Clitunno, con il supporto di Teatro al Centro (Tec) e dell'amministrazione comunale, si conferma un punto di riferimento. Offre un cartellone ricco e variegato. Ma soprattutto, propone spettacoli che fanno riflettere. Che stimolano il dibattito. E che contribuiscono a formare cittadini più consapevoli. L'appuntamento con "La grande menzogna" è un'occasione da non perdere.

La lotta alla mafia non è solo un compito delle forze dell'ordine e della magistratura. È una battaglia culturale. Che coinvolge ogni cittadino. Il teatro, con la sua capacità di emozionare e far pensare, gioca un ruolo cruciale. "La grande menzogna" è un esempio concreto di come l'arte possa essere uno strumento di denuncia e di speranza. Un modo per tenere viva la fiamma della verità.

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