Aggressione a scuola: la professoressa racconta
La professoressa Chiara Mocchi, 57 anni, è sopravvissuta a un grave accoltellamento avvenuto il 25 marzo presso la scuola media di Trescore Balneario. L'insegnante di francese ha descritto l'attacco come un fendente che l'ha colpita al collo e al torace, arrivando a pochi millimetri dall'aorta. La docente ha affidato le sue parole all'avvocato Angelo Murtas, esprimendo gratitudine per essere ancora viva.
Secondo il racconto, l'aggressione è stata improvvisa e brutale. La professoressa ha perso quasi un litro e mezzo di sangue a causa di una potente emorragia. Ha descritto la sensazione di torpore che avanzava mentre la luce sfumava, un momento in cui la vita sembrava sul punto di spegnersi.
Il coraggio di un giovane eroe
Un ruolo cruciale nella salvezza della professoressa è stato giocato da un altro alunno tredicenne. Il ragazzo è intervenuto prontamente per difenderla, mettendo a rischio la propria incolumità. Il suo gesto coraggioso è stato fondamentale per arginare l'attacco e permettere l'arrivo dei soccorsi.
La professoressa Mocchi ha sottolineato come questo giovane studente abbia rischiato la vita per salvarla. La sua prontezza d'intervento ha rappresentato un punto di svolta in una situazione di estrema emergenza.
L'importanza dei soccorsi e della donazione di sangue
I soccorsi sono stati tempestivi e determinanti. L'intervento dell'elisoccorso, con il servizio «Blood on Board», ha permesso di intervenire in tempi rapidissimi. La professoressa ricorda le parole concitate dei soccorritori: «Abbiamo pochi secondi, la stiamo perdendo».
Fondamentali sono state le trasfusioni di sangue che le hanno permesso di sopravvivere. «Era il sangue donato, quello che ricominciava a circolare nel mio cuore», ha affermato la docente, evidenziando il valore inestimabile del gesto dei donatori.
Un appello alla generosità
Nella sua lettera, la professoressa Mocchi ha esteso i suoi ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribuito alla sua guarigione: i soccorritori, i medici e in particolare i donatori di sangue dell'Avis. Ha ricordato con commozione anche suo padre, fondatore dell'Avis-Aido della Media Val Cavallina, sottolineando il valore di una singola goccia di sangue.
Un ringraziamento speciale è andato anche a Francesco Daminelli, responsabile del servizio «Blood on Board», e all'equipaggio straordinario che l'ha assistita. La docente ha concluso con un accorato appello alla donazione di sangue, invitando chi legge a trovare il coraggio di compiere questo gesto di generosità. «Perché senza quelle gocce non ci sarebbe più», ha concluso, sottolineando quanto la donazione sia essenziale per salvare vite.