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Consiglieri provinciali criticano una circolare che limita l'educazione affettiva nelle scuole trentine. Si teme un danno evolutivo per i bambini e un attacco all'autonomia scolastica locale.

Critiche alla circolare sull'affettività

Due consiglieri provinciali hanno espresso forte disappunto. Si tratta di Michele Malfer (Campobase) e Francesca Parolari (PD del Trentino). Essi definiscono la circolare un «attacco frontale all'impianto pedagogico». La critica si rivolge all'organizzazione e alle norme della scuola dell'infanzia trentina. Le loro dichiarazioni seguono il deposito di un'interrogazione formale. L'atto è indirizzato alla giunta provinciale e all'assessora Francesca Gerosa. La circolare in questione è stata emessa dal Dipartimento Istruzione il 28 settembre scorso. Essa applica una legge statale sul consenso informato. La norma vieta ogni attività didattica e progettuale. Queste attività riguardano l'affettività e le relazioni. Il divieto si estende alla scuola dell'infanzia e primaria.

Autonomia scolastica trentina a rischio

I consiglieri denunciano un contrasto evidente. La circolare si oppone apertamente agli Orientamenti dell'attività educativa. Questi sono sanciti dal regolamento provinciale del 15 marzo 1995. Viene ricordato il principio dell'autonomia speciale. Questa garantisce alla Provincia autonoma di Trento competenza legislativa primaria. Tale competenza riguarda la scuola dell'infanzia. Comprende anche gli orientamenti pedagogici. Per Malfer e Parolari, proibire interventi in questo campo è grave. Significa smentire la storia della scuola trentina. Si rischia un danno evolutivo significativo per i bambini. Essi verrebbero privati di un accompagnamento essenziale. Questo supporto è cruciale per la loro crescita identitaria e relazionale.

Eccesso di potere e caos organizzativo

La circolare recepisce un divieto nazionale. Lo fa in modo pedissequo. Di conseguenza, viene disapplicato un regolamento provinciale. Questo configura un difetto di competenza. Un dirigente generale, con un atto amministrativo interno, non può agire contro fonti regolamentari superiori. Le fonti superiori sono state adottate dall'organo esecutivo della Provincia. I consiglieri evidenziano anche le conseguenze pratiche. L'emanazione di direttive così restrittive il 28 settembre è problematica. Avviene a anno scolastico già iniziato. Molti percorsi educativi sono strutturati su più anni. Interrompere progetti in corso genera caos. Questo colpisce insegnanti e coordinatrici. Si interrompono bruscamente percorsi educativi preziosi per i bambini.

Le persone hanno chiesto anche:

Cosa prevede la legge 104/2026 sul consenso informato?
La legge 104/2026, secondo l'articolo, riguarda il consenso informato e viene interpretata per vietare attività didattiche sull'affettività nelle scuole dell'infanzia e primarie.

Qual è l'autonomia della scuola trentina?
La Provincia autonoma di Trento gode di autonomia speciale che le conferisce competenza legislativa primaria in materia scolastica, inclusi gli orientamenti pedagogici.