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La Commissione provinciale pari opportunità di Trento chiede maggiore coinvolgimento nelle decisioni politiche. La presidente Marilena Guerra sottolinea la necessità di consultare l'organo per garantire un'efficace promozione delle pari opportunità.

Commissione pari opportunità chiede più ascolto

La Commissione provinciale pari opportunità di Trento auspica un ruolo più incisivo. L'organo dovrebbe diventare un punto di riferimento consultivo. Il suo parere, anche se non vincolante, meriterebbe maggiore considerazione. Questo aspetto è fondamentale, indipendentemente dall'orientamento politico della giunta provinciale.

La presidente, Marilena Guerra, ha espresso queste considerazioni. L'occasione è stata la presentazione delle attività svolte nel corso del 2025. La richiesta nasce da una minore consultazione da parte dell'amministrazione provinciale.

«Sul bando per i progetti destinati alle pari opportunità, infatti, non siamo state consultate», ha dichiarato Guerra. «Abbiamo un ottimo rapporto con il Consiglio provinciale. Con la Provincia, invece, il dialogo è meno frequente. Abbiamo un assessore di riferimento che ci consulta poco», ha aggiunto.

Ampliamento del ruolo della Commissione

Un altro punto sollevato dalla presidente riguarda l'ampliamento delle competenze della Commissione. Si propone che la Cpo diventi un punto di riferimento. Non solo per le discriminazioni tra uomo e donna, ma anche per le discriminazioni multiple. Questo permetterebbe di affrontare problematiche più complesse e interconnesse.

L'obiettivo è creare un organismo più completo. Un ente capace di intercettare e supportare chi subisce discriminazioni su più fronti. Questo ampliamento di vedute è considerato cruciale per una società più equa.

Progetti futuri e parità di genere

Nel prossimo futuro, la Commissione intende promuovere la condivisione dei ruoli di cura. Questo è visto come un passo fondamentale per l'equilibrio tra vita lavorativa e familiare. Un altro punto su cui si sta lavorando con impegno è la rappresentanza di genere nei luoghi decisionali.

Guerra ha ricordato una criticità nelle elezioni comunali in Trentino. A differenza delle elezioni provinciali, manca la doppia preferenza di genere. Questo limita la partecipazione femminile nei consigli comunali.

«Sull'educazione alle relazioni di genere, dobbiamo stimolare la politica», ha concluso Guerra. È importante che questa pratica venga integrata in modo più strutturato. Il disegno di legge a cui la Commissione ha contribuito va in questa direzione. L'obiettivo è una maggiore consapevolezza e una politica più attenta a queste tematiche.

Domande e Risposte

Perché la Commissione pari opportunità di Trento chiede di essere ascoltata?

La Commissione chiede di essere ascoltata per garantire che le sue competenze e proposte vengano considerate nelle decisioni politiche che riguardano le pari opportunità e le discriminazioni. La presidente Marilena Guerra sottolinea che, nonostante un buon rapporto con il Consiglio provinciale, la Provincia le consulta poco, specialmente riguardo ai bandi per progetti specifici.

Quali sono i prossimi obiettivi della Commissione pari opportunità di Trento?

I prossimi obiettivi includono la promozione della condivisione dei ruoli di cura per favorire un migliore equilibrio tra vita lavorativa e familiare. Inoltre, la Commissione punta ad aumentare la rappresentanza di genere nei luoghi decisionali e a rafforzare l'educazione alle relazioni di genere, anche attraverso il supporto a disegni di legge specifici.

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