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Le liste d'attesa per le prestazioni mediche in Trentino rimangono un problema irrisolto. Nonostante le promesse, il numero di visite in attesa di una data non è diminuito significativamente, sollevando preoccupazioni tra i cittadini e le forze politiche.

Criticità nelle liste d'attesa sanitarie

I tempi necessari per sottoporsi a visite mediche e prestazioni sanitarie in Trentino continuano a essere eccessivamente lunghi. Il numero di appuntamenti in attesa di essere fissati non ha raggiunto la riduzione sperata. L'assessore ha espresso scuse per la situazione.

A febbraio, i dati disponibili mostrano percentuali preoccupanti di visite non assegnate entro i termini previsti. Per le urgenze RAO U, il mancato rispetto dei 3 giorni è stato del 51,9%. Per le RAO B, i 10 giorni sono stati superati nel 40,2% dei casi.

Le attese per le RAO D, con scadenza a 30 giorni, hanno visto il 38,8% di mancate assegnazioni. Anche per le RAO P, con un termine di 120 giorni, la situazione rimane critica, sebbene la percentuale sia inferiore. Questo allineamento al dato nazionale ha modificato gli obiettivi interni.

Dati allarmanti e monitoraggio inefficace

Questi numeri, definiti non confortanti, potrebbero non riflettere la realtà completa. Il consigliere provinciale del Pd, Paolo Zanella, ha evidenziato come i dati reali possano essere ancora peggiori. La critica si estende al monitoraggio stesso delle attese.

Se si considerano i dati sull'attività libero-professionale intramoenia (ALPI), il Trentino presenta cifre elevate rispetto al regime istituzionale. Questo fa supporre che il monitoraggio dei tempi di attesa sia incompleto. Molte persone si rivolgono al settore privato.

Un numero crescente di cittadini, pari al 7,4% nel 2024 (in aumento dal 5,4% del 2023 secondo dati Gimbe), rinuncia alle cure. Questo accade perché non possono permettersi le prestazioni, né in regime intramoenia né privato. Questi casi non vengono registrati nel monitoraggio ufficiale.

Falsificazione dei dati e aumento delle rinunce

Un altro fattore che distorce il monitoraggio è la gestione delle ricette mediche. Se una visita non viene assegnata entro i tempi e la ricetta scade, i pazienti sono costretti a rifarla. Questo fa apparire la prestazione come assegnata correttamente, quando in realtà non lo è.

Zanella sottolinea come questo meccanismo falsi i dati, dando un'impressione di miglioramento inesistente. La situazione attuale, secondo il consigliere, è ben lontana da un effettivo miglioramento dei servizi sanitari offerti ai cittadini trentini.

La situazione evidenzia una disconnessione tra i dati ufficiali e la reale esperienza dei pazienti. Le difficoltà nell'accesso alle cure e la crescente rinuncia alle prestazioni mediche rappresentano un serio campanello d'allarme per il sistema sanitario provinciale.

Le problematiche legate alle lunghe attese e alla difficoltà di accesso alle cure sanitarie nel Trentino necessitano di un'analisi più approfondita e di interventi mirati. La trasparenza nei dati e un monitoraggio più efficace sono fondamentali per affrontare queste criticità.

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