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L'estate 2026 ha causato gravi perdite ai ghiacciai trentini a causa di scarse nevicate e alte temperature. I dati preliminari indicano un bilancio di massa fortemente negativo per Adamello-Mandrone, Careser e La Mare, con cifre allarmanti.

Allarme ghiacciai trentini: bilancio di massa negativo

Le condizioni climatiche dell'estate 2026 hanno messo a dura prova i ghiacciai del Trentino. Una combinazione di inverni con poca neve e estati particolarmente calde ha accelerato il processo di scioglimento. Questo ha portato a perdite di massa molto significative, tra le più elevate registrate negli ultimi anni. Le prime analisi sul bilancio di massa annuale confermano un periodo di forte stress per importanti masse glaciali.

I rilievi effettuati durante la stagione estiva hanno evidenziato scenari preoccupanti. I ghiacciai dell'Adamello-Mandrone, del Careser e de La Mare sono tra quelli che hanno subito i maggiori danni. Le stime preliminari parlano chiaro: la sofferenza di questi giganti di ghiaccio è un segnale d'allarme per l'intero ecosistema alpino.

Mandrone e Careser: cifre allarmanti per la fusione

Il ghiacciaio dell'Adamello-Mandrone ha registrato una perdita media di circa 2,90 metri di equivalente in acqua. Questo dato lo posiziona come il secondo valore più negativo mai registrato nella serie storica recente, superato solo dai 3,7 metri del 2022. Negli ultimi tre anni, la lingua glaciale del Mandrone ha visto un arretramento di circa 265 metri. Guardando al decennio precedente, la ritirata supera i 500 metri.

Anche il ghiacciaio del Careser non è stato risparmiato. Le stime preliminari indicano una perdita di massa che si avvicina ai 4 metri di equivalente in acqua. Questo valore è estremamente vicino al minimo storico registrato nel 2022, un altro anno critico per i ghiacciai alpini. Le misurazioni sono il frutto di un lavoro congiunto tra diversi enti.

Collaborazione scientifica per monitorare i ghiacciai

Le preziose informazioni sul bilancio di massa dei ghiacciai trentini provengono da un'accurata attività di monitoraggio. L'Ufficio Previsioni e pianificazione della Provincia autonoma di Trento ha collaborato con la Commissione glaciologica della Sat e il Muse. Hanno partecipato anche il Servizio glaciologico lombardo e l'Università di Padova. Questa sinergia garantisce dati affidabili e un quadro completo della situazione.

Le scarse nevicate invernali hanno giocato un ruolo cruciale. Sul ghiacciaio dell'Adamello, gli accumuli nevosi sono stati inferiori alla media. Questo fenomeno, unito alle temperature estive elevate, ha portato lo zero termico a superare spesso i 4.800 metri. L'assenza di uno strato nevoso protettivo ha esposto il ghiaccio all'azione diretta del calore.

Careser e La Mare: anomalie nevose e bilancio negativo

Il ghiacciaio del Careser ha mostrato un accumulo nevoso a maggio 2026 inferiore del 35% rispetto alla media storica. Sebbene questa anomalia sia significativa, risulta meno marcata rispetto a quella del 2022, quando la riduzione aveva raggiunto il 50%. Questo indica una tendenza al peggioramento che persiste.

Anche il vicino ghiacciaio de La Mare ha risentito della scarsità di neve invernale. L'accumulo è risultato inferiore del 22% rispetto alla media storica. L'anomalia qui è stata meno accentuata rispetto al Careser, ma il bilancio di massa complessivo rimane fortemente negativo. La stima preliminare per La Mare è di circa -2,2 metri di equivalente in acqua. Questi dati confermano la fragilità dei nostri ecosistemi glaciali di fronte ai cambiamenti climatici.