La Regione Trentino-Alto Adige ha aumentato di 4 milioni di euro il finanziamento per il Fondo nuovi nati, superando le 17.800 adesioni. La misura incentiva la previdenza complementare fin dalla nascita.
Nuovi fondi per il sostegno alle famiglie
La Regione autonoma Trentino-Alto Adige ha destinato ulteriori 4 milioni di euro al «Fondo nuovi nati». Questo stanziamento aggiuntivo deriva dalla recente legge di assestamento del bilancio regionale. L'intervento si è reso necessario per far fronte all'elevato numero di richieste da parte delle famiglie.
A circa sei mesi dall'avvio delle adesioni, le domande complessive previste si avvicinano alle 18 mila unità. Nello specifico, sono state registrate 17.896 adesioni previste. Le domande già processate e inserite nel sistema gestionale ammontano a 10.369. Di queste, 1.716 sono state inoltrate tramite i patronati.
La proiezione totale indica 11.479 adesioni in Alto Adige e 6.417 in Trentino. Il numero complessivo di domande pervenute, sia telematicamente che tramite patronati (con 2.965 pratiche previste), conferma il forte interesse per questo strumento di welfare generazionale.
Incentivo alla previdenza complementare
Questa iniziativa regionale, gestita da Pensplan Centrum S.p.A., rappresenta una delle prime esperienze in Italia. Offre un incentivo pubblico alla previdenza complementare fin dalla nascita dei bambini. Il sostegno economico può raggiungere fino a 1.100 euro per ogni nuovo nato, adottato o affidato.
Il contributo iniziale è di 300 euro. Seguiranno poi versamenti annuali di 200 euro per quattro anni. Questo è previsto a fronte di una contribuzione minima da parte della famiglia. La misura è accessibile per tutti i bambini nati a partire dal 2025. Grazie a una norma transitoria, possono aderire anche i nati dal 1° gennaio 2020.
Un successo che guarda al futuro
Il presidente della Regione, Arno Kompatscher, ha definito l'ampia risposta delle cittadine e dei cittadini come un «atto di responsabilità da parte delle famiglie». Ha inoltre sottolineato la validità dell'iniziativa come strumento di educazione finanziaria proiettato verso il futuro. «Il nostro compito principale è trasformare le risorse regionali in opportunità concrete per il futuro dei più giovani», ha affermato Kompatscher.
L'assessore regionale alla previdenza, Carlo Daldoss, ha evidenziato come questo risultato dimostri che le famiglie abbiano compreso l'importanza di investire sul futuro previdenziale dei propri figli fin dalla nascita. Ha notato una significativa adesione in entrambi i territori. In Alto Adige, dove la cultura della previdenza complementare è storicamente più diffusa, si prevedono 11.479 adesioni.
Anche in Trentino si osserva una crescita importante, con 6.417 proiezioni. Questo successo è attribuito al lavoro di sensibilizzazione capillare svolto dalla Regione e da Pensplan. «Il lavoro di sensibilizzazione capillare [...] sta dando i suoi frutti», ha dichiarato Daldoss.
Strategia per la sostenibilità pensionistica
Secondo Daldoss, iniziare un percorso di previdenza complementare fin dai primi anni di vita è una scelta strategica. Beneficia sia le famiglie sia la sostenibilità futura del sistema pensionistico. Iniziare presto permette di sfruttare l'effetto dell'interesse composto nel tempo. Si può così costruire gradualmente una disponibilità economica importante per il futuro dei giovani.
Questi fondi potranno essere utilizzati per vari scopi. Tra questi, gli studi universitari, l'acquisto di una casa o per integrare una pensione. La pensione futura rischia di essere più bassa rispetto all'ultimo reddito percepito nei prossimi decenni. L'assessore ha ricordato che non esiste alcuna graduatoria per l'accesso al fondo.
Analisi delle adesioni per anno di nascita
L'analisi dei dati aggiornati mostra una distribuzione quasi equilibrata tra maschi e femmine. I maschi registrano 5.343 adesioni (su 9.221 previste) e le femmine 5.026 (su 8.675 previste). Per quanto riguarda la distribuzione per anno di nascita, il picco delle richieste complessive si concentra sui bambini nati nel 2024, con 3.215 adesioni previste.
Seguono i nati nel 2023 con 3.087 adesioni e quelli del 2021 con 3.060. Anche i nati nel 2025, anno di piena operatività della misura ordinaria, registrano un'ottima previsione di 2.884 adesioni. L'assessore ha ribadito che, grazie ai nuovi fondi stanziati, tutte le domande presentate entro i termini previsti saranno accolte.
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