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Disavventure africane: alluvioni e imprevisti

Una vacanza in Africa si è trasformata in un vero e proprio incubo per Achille Carradore, 33 anni, e Franco Dai Pre’, 63 anni. I due amici, originari di Mezzane e Tregnago, avevano programmato un safari tra Kenya e Tanzania, ma si sono trovati ad affrontare una serie di eventi avversi.

Il viaggio, inizialmente pensato per piacere e relax, è stato segnato da una delle peggiori alluvioni degli ultimi anni nella regione. Le piogge incessanti hanno sommerso città e villaggi, rendendo difficili anche gli spostamenti più semplici.

L'incubo nel Tarangire National Park

Durante un'escursione nel Tarangire National Park, i due sono stati sorpresi da una pioggia torrenziale. «Non si vedeva nulla», ha raccontato Achille, descrivendo la violenza della tempesta. Sono riusciti a mettersi in salvo solo seguendo un altro veicolo apparso improvvisamente nel maltempo.

Le condizioni meteorologiche estreme hanno costretto i due amici a trascorrere gran parte del resto della vacanza al chiuso, rinunciando a molte delle attività previste.

Un involontario ingresso in zona militare

Prima ancora di affrontare l'alluvione, Achille e Franco si sono trovati in una situazione di tensione. Sono entrati inavvertitamente in un'area militare non segnalata, venendo trattenuti per oltre tre ore. Le autorità hanno avviato controlli per verificare la loro versione dei fatti.

«L’impressione è che volessero estorcerci del denaro», ha commentato Franco, sottolineando la sensazione di vulnerabilità provata durante l'episodio.

Il rientro bloccato dai conflitti e dai ritardi aerei

Al momento del rientro, la situazione si è ulteriormente complicata. Lo scoppio del conflitto in Iran e negli Emirati Arabi ha causato la cancellazione di numerosi voli, tra cui quello previsto da Nairobi per l'Italia. La compagnia aerea ha comunicato ritardi potenzialmente di settimane.

«Dovevamo assolutamente tornare», ha spiegato Achille, preoccupato per la gestione della sua osteria, mentre Franco soffriva per un infortunio al piede peggiorato durante il viaggio.

La ricerca di soluzioni e l'aiuto della missione

Fortunatamente, i due amici hanno ricevuto ospitalità dalla missione dei gesuiti di Nakuru, grazie ai contatti di volontariato di Achille. Nel frattempo, l'aumento dei costi del carburante e la chiusura dello spazio aereo hanno fatto lievitare i prezzi dei biglietti aerei, rendendo proibitivo il costo di un nuovo volo.

«Ci saremmo ritrovati a dover spendere fino a 8 mila euro a testa senza avere la garanzia di partire davvero», hanno aggiunto i due, delusi dalla mancanza di supporto da parte della compagnia aerea e dell'ambasciata italiana.

Il ritorno a casa e i bagagli smarriti

Dopo giorni di ricerca incessante, Achille e Franco sono riusciti a trovare due posti su un volo in transito dall'Egitto, riuscendo a rientrare in Italia a un costo «tutto sommato accettabile». Il viaggio è durato due giorni, ma all'arrivo all'aeroporto di Milano Malpensa, la sfortuna li ha perseguitati fino all'ultimo.

«Volete sapere l’ultima?», ha concluso Achille con amarezza, «dopo l’atterraggio ci è stato comunicato che la compagnia aveva smarrito i nostri bagagli...» Un epilogo che ha sigillato una vacanza trasformata in un vero e proprio calvario.

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